Busto, spazi da rilanciare: il bar al Tessile e la sede di un’associazione alla “Buca”

BUSTO ARSIZIO – Il bar al Museo del Tessile e uno spazio per le associazioni alla “Buca” di via Salgari: locali vuoti in cerca di rilancio in due luoghi simbolo della città, ciascuno a modo suo. Ora il Comune è pronto ad avviare il bando per la concessione degli spazi.

Locali in cerca di rilancio

Due locali di proprietà comunale in due location fortemente riconoscibili della città di Busto Arsizio. Da una parte il Museo del Tessile, con lo spazio da pochi mesi abbandonato dal Museum Cafè che potrebbe tornare ad accogliere un’attività di somministrazione di alimenti e bevande. Dall’altra la “Buca” di via Salgari, l’ex tensostruttura tra Beata Giuliana e il Redentore, uno spazio da anni in cerca di una nuova identità e che l’amministrazione sta provando a riportare al centro della vita cittadina anche attraverso iniziative e attività rivolte alle associazioni e al quartiere. Qui, al piano terra, c’è un ampio locale in cerca di occupanti. I bandi sono stati promossi dalla giunta comunale su input del vicesindaco e assessore Luca Folegani, delegato al patrimonio.

Qui Museo del Tessile

Per il locale dell’ex Museum Cafè è stato approvato l’avvio di una procedura a evidenza pubblica per affidare in concessione una porzione del complesso comunale da destinare a bar o comunque ad attività di somministrazione. Un servizio pensato per accompagnare la vita del museo e del parco, con condizioni precise: l’attività dovrà sostanzialmente seguire giorni e orari di apertura del museo e garantire almeno cinque aperture straordinarie ogni anno in occasione di eventi di particolare interesse organizzati all’interno del complesso o nel parco. La concessione dovrà inoltre essere organizzata in modo da ridurre al minimo interferenze e disturbi rispetto alle attività culturali del museo, che occupa un immobile di interesse storico-culturale.

Alla “Buca” spazio alle associazioni

L’altra operazione riguarda via Salgari 11, la cosiddetta “Buca”, dove il Comune metterà a bando un’unità immobiliare di sua proprietà da destinare a sede associativa. Un tassello nel percorso di rilancio di una zona che per lungo tempo ha avuto un ruolo marginale nella vita cittadina e sulla quale Palazzo Gilardoni sta cercando di riportare attenzione anche attraverso nuove iniziative. Il contratto avrà una durata di sei anni rinnovabili, con un canone annuo a base d’asta di 3.510 euro, soggetto dal secondo anno alla rivalutazione del 75 per cento dell’indice Istat. A carico dell’associazione che si aggiudicherà lo spazio ci saranno l’allestimento e l’arredamento dei locali, la manutenzione ordinaria e la gestione e pulizia degli spazi pertinenziali. Non conterà soltanto l’offerta economica. Tra i criteri ci sono anche le attività di utilità sociale svolte negli ultimi cinque anni, dall’assistenza morale e materiale alle persone in situazione di disagio al sostegno alle famiglie, fino alle iniziative a favore della comunità, anche attraverso la collaborazione con la rete di volontariato. Sarà inoltre valutata la disponibilità a collaborare agli eventi promossi dall’amministrazione nel piazzale della “Buca”.

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