BUSTO ARSIZIO – I nuovi dazi imposti dall’Unione Europea sull’acciaio magnetico rischiano di mandare in tilt l’industria dei trasformatori. E si profila addirittura uno “sciopero” del settore, con la TMC Transformers di Busto Arsizio, una delle aziende leader in Europa, a guidare la protesta. A lanciare l’allarme è Isabella Tovaglieri, eurodeputata della Lega: «I dazi sull’acciaio magnetico rischiano di mandare fuori mercato l’industria dei trasformatori e di far perdere migliaia di posti di lavoro alle imprese europee».
Il caso
Sotto accusa c’è il regolamento Ue 2026/2133 del 18 settembre, un provvedimento di salvaguardia che entra in vigore da domani, 25 settembre. Nato per proteggere i produttori europei di acciaio magnetico – di fatto ridotti alla tedesca ThyssenKrupp e alla polacca StalPrdukt – il regolamento Ue introduce nuove tariffe sull’importazione di questa tipologia di acciaio indispensabile per la produzione dei trasformatori. «Il paradosso – spiega Tovaglieri – è che per proteggere un’industria dell’acciaio che non è in grado di coprire la domanda interna, Bruxelles finisce per punire un settore in crescita che, a causa dei rincari, soccomberà alla concorrenza extra-UE».
L’appello inascoltato
Tra le realtà colpite c’è la TMC Transformers di Busto Arsizio, che ha sede in zona industriale a Sacconago e che aveva già chiesto aiuto all’eurodeputata. Nonostante Tovaglieri si fosse mossa nei mesi scorsi promuovendo un confronto diretto con il gabinetto del commissario Maroš Šefčovič, il regolamento è andato avanti con il via libera del Consiglio europeo. «La misura che l’Ue ha appena preso è un disastro per noi – sintetizza al “Corriere” Cristiano Palladini, alla guida della TMC Transformers – avvantaggerà i produttori asiatici».
I numeri parlano chiaro
A dirlo sono i numeri: «Il problema – spiega Palladino – è che noi non potremo che importare questo acciaio perché Thyssen e i polacchi ne sfornano 200 mila tonnellate l’anno ma il consumo in Europa è di 600 mila». Con le nuove tariffe, il prezzo salirà a 2,8-3,5 euro al chilo, un valore più che raddoppiato. «Così alla fine i nostri trasformatori costeranno il 20% in più. E noi, sì, saremo messi fuori mercato dai concorrenti asiatici. Per questo ci stiamo mobilitando con Anie Confindustria e le associazioni europee del settore». Si sta valutando persino l’ipotesi di organizzare uno «sciopero» delle aziende a livello europeo. Così ancora una volta Isabella Tovaglieri alza la voce contro Bruxelles: «Chiedo solo buonsenso. Servono misure di salvaguardia mirate per evitare l’ennesimo disastro annunciato della nostra manifattura».
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