MACUGNAGA – Martedì 29 settembre geologi della Regione Piemonte, esperti di Arpa e della Fondazione Glaciologica Italiana, ricercatori del Cnr e docenti di ben sei università saliranno a quota 2.000 metri sul Ghiacciaio del Belvedere. Insieme all’amministrazione comunale di Macugnaga effettueranno un fondamentale sopralluogo tecnico sul campo.
Sarà il primo passo operativo concreto del nuovo Tavolo tecnico-scientifico Monte Rosa, istituito a Torino nell’ambito dell’Osservatorio Regionale sul Cambiamento Climatico per mettere a sistema dati, competenze e strategie di prevenzione.
Un ghiacciaio “malato” e il nodo sicurezza
Il quadro clinico del gigante di ghiaccio ai piedi della parete Est del Rosa è critico: il Belvedere arretra di 20-30 metri all’anno ma, soprattutto, perde dai 3 ai 4 metri di spessore ogni dodici mesi. Il forte innalzamento delle temperature sta sciogliendo il permafrost – il terreno perennemente gelato che fa da “collante” per la roccia – provocando continui distacchi di detriti.
In caso di piogge intense e ravvicinate, la massa rocciosa viene trascinata a valle con rischi enormi per l’incolumità pubblica, come dimostra l’esondazione del torrente Tambach che a fine giugno 2024 ha devastato la frazione Staffa.
Scienza e istituzioni alleate
Il tavolo, promosso con la regia del direttore della Giunta Regionale Angelo Robotto, vede impegnati gli assessori regionali Marco Gallo (Montagna) e Marco Gabusi (Protezione Civile), il direttore generale di Arpa Piemonte Secondo Barbero, i vertici della Protezione Civile e un pool accademico d’eccellenza formato da Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, Sapienza di Roma e dagli atenei di Torino, Milano e Milano-Bicocca.
«L’obiettivo è intervenire a tutela di territori fragili e di chi li frequenta – spiega l’assessore Gallo –. Conoscere i fenomeni significa poter informare con puntualità la popolazione, chiamata ad assumere comportamenti consapevoli». Un concetto ribadito dall’assessore Gabusi: «Con un quadro tecnico-scientifico approfondito possiamo mettere in atto azioni concrete di prevenzione dai rischi legati all’ambiente glaciale».
Candiani: «Sede permanente a Macugnaga e deviazione del Tambach»
Per il sindaco di Macugnaga Stefano Candiani – che ha partecipato al vertice torinese insieme al vicesindaco Maurizio Vittone – l’attenzione deve rimanere altissima: «Le trasformazioni geologiche in atto al Belvedere hanno conseguenze dirette per tutta la Valle Anzasca. Per questo ho proposto di organizzare una sede permanente di studio e confronto proprio a Macugnaga. La nostra priorità è preservare l’equilibrio tra uomo e natura. In quest’ottica, sostenuti dai dati scientifici, stiamo lavorando al progetto per la deviazione del corso del torrente Tambach».
Dopo l’ispezione sul ghiacciaio di martedì, il Tavolo tecnico-scientifico tornerà a riunirsi con cadenza semestrale per monitorare l’evoluzione del Belvedere e pianificare gli interventi per la messa in sicurezza del territorio.
