SARONNO – Svolta nell’inchiesta sulla morte di Alessio Colletti, il ragazzo di 15 anni di Saronno deceduto nel luglio scorso dopo essere stato folgorato da un’attrazione del luna park di Spotorno, nel Savonese. Due giostrai, gestori dell’attrazione, sono stati arrestati il 25 settembre dai carabinieri di Savona. Per entrambi l’accusa è di omicidio colposo e frode processuale. Una terza persona, proprietaria dell’attrazione sulla quale si trovava il giovane al momento dell’incidente, risulta invece indagata per gli stessi reati.
L’incidente
Alessio Colletti, 15 anni, era rimasto vittima dell’incidente mentre si trovava nel luna park di Spotorno. Il giovane è poi morto a causa delle conseguenze della scarica elettrica. Secondo quanto ricostruito nell’inchiesta, il decesso sarebbe stato provocato da un arresto cardiocircolatorio conseguente a una folgorazione da corrente elettrica. Gli accertamenti degli investigatori si sono concentrati in particolare sull’impianto elettrico dell’attrazione e sui collegamenti tra le diverse giostre presenti nell’area.
Il collegamento elettrico
Al centro dell’ipotesi accusatoria contenuta nell’ordinanza di custodia cautelare c’è il “calciometro”, l’attrazione sulla quale si trovava il ragazzo. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il calciometro sarebbe stato collegato attraverso un cavo elettrico a un’altra giostra, di proprietà dei due gestori arrestati. Per gli investigatori, sarebbe stato proprio questo collegamento a determinare le condizioni che avrebbero provocato la folgorazione mortale. Si tratta, tuttavia, di una ricostruzione accusatoria ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria. Gli accertamenti tecnici sulla dinamica dell’incidente sono infatti tuttora in corso.
Le presunte modifiche
Nell’inchiesta viene contestata ai due arrestati anche la frode processuale. Secondo l’accusa, dopo l’incidente i due avrebbero cercato di alterare o nascondere elementi utili alle indagini, intervenendo sullo stato dei luoghi. In particolare, nell’ordinanza vengono indicate la rimozione del cavo elettrico, l’occultamento di alcuni cavi e modifiche all’impianto dell’attrazione di loro proprietà. Gli investigatori avrebbero ricostruito questi interventi attraverso le dichiarazioni raccolte, il confronto tra le fotografie scattate immediatamente dopo l’accaduto e quelle effettuate successivamente, quando l’area era stata posta sotto sequestro.
La perquisizione
Un ulteriore elemento dell’indagine sarebbe emerso durante una perquisizione. Gli investigatori avrebbero infatti trovato alcuni oggetti che comparivano nelle fotografie scattate dopo l’incidente, ma che non erano stati rinvenuti durante il primo sopralluogo. Questi elementi, insieme agli altri accertamenti, sono stati valutati nell’ambito della ricostruzione della dinamica dei fatti e delle presunte modifiche apportate all’area dopo la morte del ragazzo.
Gli arresti
Per i due gestori è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Il provvedimento, di natura cautelare, è stato adottato sulla base delle esigenze individuate dal giudice, tra cui il rischio di inquinamento delle prove e quello di reiterazione del reato.
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