“Donare vuol dire amare”: Aido in campo a Busto per rilanciare i trapianti

BUSTO ARSIZIO – “Donare vuol dire amare”, un incontro sulla vita dopo il trapianto per fare chiarezza. Lo propone la sezione cittadina dell’Aido, presieduta da Maria Iannone, per rilanciare la cultura dei trapianti in un momento in cui «fake news e paure ingiustificate» stanno facendo «calare» il numero di iscritti all’associazione dei donatori di organi. Appuntamento giovedì 1° ottobre alle 20.30 nell’aula magna della sede della Croce Rossa di via Savona.

L’obiettivo

«Il trapianto è oggi una terapia consolidata, sicura ed efficace. – spiega l’Aido di Busto Arsizio – ma esiste una differenza fondamentale rispetto a quasi tutte le altre terapie: perché possa essere offerta a un paziente è necessario che qualcun altro abbia scelto di donare. La donazione è il vero motore che rende possibile il trapianto e trasforma una possibilità della medicina in una nuova possibilità di vita». L’iniziativa vuole quindi essere non solo un momento di informazione per le persone già trapiantate e per le loro famiglie, ma anche un’occasione per diffondere nella cittadinanza una più ampia cultura della donazione.

L’evento

Cosa significa tornare a vivere dopo un trapianto? Quali sono le terapie da seguire, le attenzioni da avere e quando è possibile riprendere attività fisica e sport? Sono alcuni dei temi al centro di “Donare vuol dire amare. La vita dopo il trapianto”, l’incontro promosso da Aido Busto Arsizio – Sezione Don Gnocchi e in programma giovedì 1 ottobre alle 20.30. Una serata dedicata alla donazione, ma soprattutto al percorso che comincia dopo l’intervento. Perché il trapianto non si esaurisce in una sala operatoria: per il paziente significa affrontare terapie e controlli, modificare alcuni stili di vita e, quando le condizioni lo permettono, tornare progressivamente alle proprie attività.

Il parterre

A confrontarsi saranno medici e professionisti impegnati nel settore dei trapianti. Il professor Giuseppe Ietto parlerà della terapia e dei suoi rischi, Elena Ferrari delle norme sanitarie e di vita, il professor Andrea Moriondo dell’attività fisica dopo il trapianto e il dottor Mattia Gritti del ritorno allo sport. Sono previste anche testimonianze ed esperienze dirette, tra cui quelle di molti campioni della nazionale trapiantati.

Tra gli ospiti anche il professor Giulio Carcano, direttore del Dipartimento Interaziendale Trapianti e della Struttura Complessa di Chirurgia Generale d’Urgenza e dei Trapianti dell’ASST dei Sette Laghi, oltre che direttore del Dipartimento di Medicina e Innovazione Tecnologica dell’Università degli Studi dell’Insubria.

Le aspettative

L’iniziativa sarà anche l’occasione per parlare di cultura della donazione. «Il numero degli iscritti Aido è in diminuzione – sottolinea la presidente Maria Iannone – a Busto Arsizio se ne contano 1.600, ma il numero è in decrescita perché la gente ha sempre più timore del trapianto e circolano purtroppo sui social tante fake news».

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