A Somma mezza Lega vota la mozione dei Vannacciani. «E Locurcio sta benone»

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SOMMA LOMBARDO – Esplode l’ennesimo caso nel centrodestra di Somma Lombardo, da quattro mesi al governo della città. Adriano Peruzzotti (Lega) ha disubbidito alle indicazioni della sua capogruppo, Mariangela Aguzzi Casagrande, e in difformità dall’intera maggioranza ha votato l’altra sera in consiglio comunale la mozione sulla sicurezza presentata da Giorgio Pivetti (Futuro nazionale), cacciato controvoglia lo scorso luglio in opposizione dopo il suo passaggio tra le truppe del Generale Vannacci. 

Non c’è piena condivisione 

Pivetti probabilmente lo sapeva. Le sue parole, all’atto della presentazione della mozione volta a chiedere un incremento del numero di agenti in città («la nostra polizia locale è sottorganico»), erano state profetiche: «Ho preso atto del mio collocamento in opposizione, ma voi confrontatevi al vostro interno perché ho ragione di credere che non ci sia quella piena condivisione che volete far credere». Al momento del voto, la verità. E a quanto si vocifera, Peruzzotti non è il solo a pensare che sia stato un errore politico aver relegato i vannacciani sui banchi dell’opposizione al fianco del centrosinistra. Una scelta voluta in particolare dai vertici di Fratelli d’Italia. 

Locurcio sta bene  

«State attenti a gestire le frizioni al vostro interno», è il monito arrivato subito dopo da Claudio Brovelli, capogruppo di Sinistra per Somma, ricordando che soltanto un mese fa il centrodestra aveva dovuto affrontare le dimissioni di Gerardo Locurcio da capogruppo e commissario di Forza Italia. «Alla base della sua decisione non ci sono problemi di salute né particolari motivi familiari: gli ho telefonato e sta benissimo», ha detto Brovelli, ironizzando sul fatto che la maggioranza voleva far passare la sua uscita di scena come un fatto personale. Secondo l’ex sindaco, la scelta sarebbe invece il segnale di «evidenti frizioni» all’interno della maggioranza, che «si sono viste e si vedono sempre più» e che rischiano di pesare sull’attività amministrativa. «Mi dispiace e mi preoccupa – sottolinea – perché la scarsa capacità di rispondere alle aspettative e alle esigenze della città, insieme a questi distinguo e queste mancate coesioni, è l’anticamera di un immobilismo gestionale». Un rischio che, ricorda il capogruppo di Sinistra per Somma, la città avrebbe già sperimentato in passato: «Lo abbiamo già provato 12 anni fa, quando c’erano dimissioni a ruota libera e alla fine non c’erano nemmeno più consiglieri per approvare gli atti». Da qui l’appello, rivolto alla stessa maggioranza: «Vi invito alla riflessione. Sembra assurdo, paradossale, perché lo fa un consigliere di minoranza, ma davvero state attenti». Per Brovelli, «la città ha bisogno di un’amministrazione possibilmente dialogante con la minoranza, ma che comunque sappia fare passi concreti e condivisi almeno al proprio interno». E conclude: «I segnali di questi primi cento giorni, da questo punto di vista, non mi sembrano molto positivi».

Somma, il centrodestra “sfratta” il vannacciano Pivetti: starà in opposizione

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