BUSTO ARSIZIO – Francesco Speroni segretario con Gianfranco Tosi e Luciana Ruffinelli e Gian Piero Reguzzoni nel direttivo. Se davvero, domenica 4 ottobre, il congresso della Lega finisse così, si potrebbe dire che il Carroccio di Busto ha scelto di calare i pezzi da Novanta. O meglio, leghisti degli Anni Novanta. Insomma, la Restaurazione in salsa “verde”.
La Lega di Busto e i pezzi da Novanta
Sul leghismo di Speroni, Ruffinelli, Reguzzoni e Tosi nessuno dubita: nella sezione di via Culin sono figure totemiche di cui tutti (o quasi tutti) hanno grande rispetto. Del resto sono quattro esponenti del Carroccio che hanno scritto un pezzo di storia padana: Francesco Speroni è stato ministro delle Riforme, europarlamentare e senatore; Luciana Ruffinelli è stata assessore alla Cultura a Busto e assessore regionale; Gian Piero Reguzzoni è stato assessore all’Urbanistica a Busto, vicesindaco, mentre Gianfranco Tosi è stato il sindaco di una giunta monocolore Lega e manager di Enel.
Vero è però che, se si esclude l’evergreen Speroni, gli altri tre sono da tempo ai margini della vita politica pubblica. Ed è curioso che in un momento di difficoltà e litigi interni alla sezione leghista bustocca, i padani local con sempre meno santi in paradiso e voti nella bisaccia, si affidino ai leghisti della primissima ora. E questo è certamente un segno di riconoscenza nei loro confronti, che svela però l’attuale tallone d’Achille di quel partito che, fino a poco tempo fa, faceva il bello e il cattivo tempo in città anche senza esprimere il sindaco. Ovvero: non solo non c’è ricambio generazionale, ma anche i leghisti più attivi e con ruoli di rilievo non riescono a trovare la quadra e si ritrovano in un partito che ha perso peso politico e, a Busto, tutte le ultime battaglie.
I ceffoni
L’elenco dei ceffoni presi dalla Lega di Busto negli ultimi mesi è presto fatto: al primo rimpasto del secondo mandato Antonelli (l’attuale, per intenderci) al Carroccio sono stati portati via i gradi di vicesindaco e due deleghe pesanti (Urbanistica e Commercio); al secondo rimpasto la Lega ha perso un assessore e la delega al Bilancio. Senza contare che nel corso della consigliatura è passata da 4 a 3 consiglieri. L’ultimo tassello padano caduto è quello di Agesp spa dove al posto di Alessandro Della Marra è stata nominata alla presidenza Silvia Gatti di Forza Italia. Risultati non certo lusinghieri da ascrivere alla segreteria uscente di Alessandro Albani, sostenuto da Paola Reguzzoni, la quale è la responsabile uscente degli Enti locali. Due figure decisive ai tavoli politici delle trattative che sono clamorosamente naufragate, con perdita di posti e di potere di interlocuzione con gli alleati.
Le liti interne
Ma i problemi di via Culin sono anche altri e ben più pericolosi. Ad esempio la lotta intestina per strappare la candidatura a sindaco. È chiaro che in casa padana non si contano le scintille (più o meno evidenti) tra le due figure più papabili per il ruolo, ovvero Manuela Maffioli e Paola Reguzzoni. Con la terza regina, Isabella Tovaglieri, che osserva rintanata nella dorata casa di Bruxelles, dove delle beghe di partito non giunge nemmeno un’eco smorzata.
Occhio al terzo incomodo
Insomma, il prossimo segretario, ovvero Francesco Speroni, dovrà mettere in campo tutta la sua esperienza per raffreddare gli animi e cucire gli strappi, poiché in casa Lega (e non solo) c’è già chi sommessamente parla di primarie. Senza contare che, di questo passo, tra i due litiganti potrebbe godere il terzo e questo potrebbe non essere leghista. Chi? Non è un mistero che all’ultima curva potrebbe spuntare l’azzurro Carmine Gorrasi. Possibile? Chissà. Intanto Gorrasi ha agevolato la creazione del triumvirato nel suo partito e, sarà un caso, ma in Agesp è tornata a sventolare la bandiera azzurra.
