La Pro Patria vista da Kult: alle ex carceri la mostra fotografica di Filippo D’Angelo

Il taglio del nastro

BUSTO ARSIZIO – Alle ex carceri asburgiche di Busto Arsizio, restituite alla città grazie a uno splendido lavoro di recupero e restauro, la storia della Pro Patria trova una nuova casa e, soprattutto, un nuovo modo per essere raccontata.

Sabato pomeriggio è stata inaugurata la mostra fotografica “Il diario fotografico di una fede che non retrocede… mai”, curata da Filippo D’Angelo, per tutti semplicemente Kult, fotografo e documentarista che negli anni abbiamo imparato a conoscere e apprezzare anche sulle pagine di M24.Un titolo che è già una dichiarazione d’amore e che racchiude perfettamente lo spirito di un percorso fatto di immagini, volti, emozioni e momenti capaci di raccontare il rapporto viscerale tra la Pro Patria e la sua gente. Una fede che, proprio come recita il titolo, non conosce retrocessioni.

La mostra, patrocinata dalla Città di Busto Arsizio, è a ingresso gratuito e resterà aperta fino al 10 ottobre, dalle 13 alle 19. Un’occasione per attraversare, attraverso l’obiettivo di Kult e le sue foto in bianco e nero, una parte significativa della storia recente biancoblù e ritrovare, in quegli scatti, persone, luoghi e istanti che appartengono alla memoria collettiva della tifoseria.

A dare il simbolico via alla mostra, con il taglio del nastro, sono state la presidente della Pro Patria Rosanna Zema e l’assessore alla Cultura Manuela Maffioli. Ma il vero protagonista del vernissage è stato il popolo tigrotto, accorso numeroso per rendere omaggio a una storia che continua a essere patrimonio di tutta la città.

Tra i presenti anche una delegazione della prima squadra bustocca, a testimonianza di quel filo che unisce passato e presente e che una mostra come questa riesce a rendere particolarmente evidente.

Non sono mancati i rappresentanti delle istituzioni e tanti volti conosciuti dell’universo biancoblù. Al vernissage erano infatti presenti l’assessore allo Sport Luca Folegani, il sindaco di Lonate Pozzolo Elena Carraro, accompagnata dal piccolo ma già grande Giovanni, e una delle bandiere più riconoscibili della Pro Patria, Riccardo Colombo.
E proprio il tigrotto di Bergoro, da poco settimane diventato papà (congratulazioni Ricky) ha avuto un motivo in più per emozionarsi davanti agli scatti esposti: molte delle fotografie raccontano infatti il periodo in cui Colombo era seduto sulla panchina della Pro.

Tra gli intervenuti anche l’ex addetto stampa (e tanto altro…) biancoblù, e oggi giornalista di Sky, Nicolò Ramella, il consigliere comunale Vincenzo Marra, l’assessore alle Politiche educative Chiara Colombo ed Emanuele Gambertoglio, la cui associazione “Il Tigrotto per Busto” ha collaborato con “Banfi Centro Stampa” alla realizzazione della mostra.

E poi loro, i tifosi. Tantissimi, di tutte le età. Giovani e meno giovani, volti conosciuti e appassionati arrivati semplicemente per ritrovare un pezzo della propria storia. Perché la forza di una mostra come questa sta anche nella capacità di far incontrare generazioni diverse davanti alle stesse emozioni.
Gli scatti di Kult diventano così qualcosa di più di una semplice esposizione fotografica. Sono frammenti di memoria, istantanee di una passione, fotografie che raccontano la Pro Patria dentro e fuori dal campo. E soprattutto raccontano Busto Arsizio e la sua gente.

Perché la fede può cambiare interpreti, giocatori, allenatori, dirigenti e persino categorie: ma quella biancoblù, come suggerisce il titolo della mostra, non retrocede mai.

Pro Patria Filippo D’Angelo – MALPENSA 24
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