Busto, piazza Flauto sotto assedio dei maranza: «Risse e disordini, ora basta»

BUSTO ARSIZIO – «Maranza, siamo sotto assedio. Adesso basta». È Salvatore Pica, titolare della Trattoria Caprese di piazza Flauto, ad alzare la voce dopo l’ennesimo episodio di disordine causato dal “branco” dei giovanissimi che stazionano nelle piazzette più infrattate della Residenza del Conte: urla, schiamazzi e paletti dissuasori lanciati per aria sotto le abitazioni. «Ma una domenica sera una rissa qui davanti ci ha fatto scappare i clienti già seduti ai tavoli del dehors» racconta il ristoratore.

Coltelli e bicchieri dai tavoli

L’episodio più inquietante, che ha convinto Pica a lanciare un appello pubblico, è quest’ultimo di domenica 27 settembre. Non erano ancora le 19.30 quando un gruppo di ragazzi arrivati dalla vicina piazza Vittorio Emanuele ha fatto irruzione in piazza Flauto, dirigendosi verso il dehors della Trattoria Caprese per fare razzia di coltelli e bicchieri per fare rissa. «Volevano accoltellarsi e lanciarsi addosso i bicchieri presi dai miei tavoli – racconta il ristoratore – c’erano tre tavoli già occupati all’esterno, i cui clienti si sono alzati giustamente spaventati e se ne sono andati. Per me sono incassi persi, ma non si può andare avanti così».

Qui piazza Flauto

L’esasperazione è condivisa con i residenti delle palazzine liberty che iniziano finalmente a popolarsi e arriva all’indomani dell’ennesima chiusura dell’Antico Bar degli Angeli dell’adiacente piazza Vittorio Emanuele, a seguito di una rissa culminata con un pestaggio a sangue. «Siamo circondati» rivela Salvatore Pica. “Maranza” di origine straniera da una parte, nella piazza eterna incompiuta, e “bimbiminkia” perlopiù di famiglie italiane dall’altra, nelle piazzette della residenza del Conte verso via Solferino e via Montebello. «Si ritrovano lì. Dopo che hanno ripulito la zona attorno al McDonald’s si sono spostati tutti qui. E il problema non è stato risolto ma ce l’abbiamo qui noi» tuona il ristoratore.

La voce dei residenti

Anche i residenti delle palazzine liberty sono esasperati: «Sabato sera si sono scatenati – racconta uno degli abitanti degli appartamenti che si affacciano su piazza Flauto – prima hanno lanciato per aria i paletti di plastica che delimitano gli spazi e poi si sono messi a buttare biciclette a destra e a sinistra. Hanno preso persino un tavolino del bar quando era chiuso per metterlo lì dove si ritrovano». È anche il ripetersi di questi episodi che ha convinto uno dei residenti a mobilitarsi per l’attivazione del primo gruppo di controllo di vicinato del centro. «Una sera – raccontano – abbiamo anche organizzato un aperitivo nella piazzetta per occupare lo spazio. I ragazzi ci vedevano e se ne tornavano indietro».

L’appello alla politica

Salvatore Pica a destra con lo staff della Trattoria Caprese

Ma non basta: residenti e commercianti invocano più presenza delle forze dell’ordine e della Polizia locale per dissuadere i ragazzi. «Passano spesso, il problema è che poi se ne vanno». Piazza Flauto paga anche la sua condizione “ibrida”, di corte privata ad uso pubblico. «Ma le conseguenze le subiamo tutte» protesta Salvatore Pica, che ha preso le redini della Trattoria Caprese da due anni dandogli nuovo impulso e combattendo con un contesto che da sempre si sente tagliato fuori dal centro. «Noi ci siamo sempre messi a disposizione, ma siamo esclusi dalle iniziative del Comune. Eppure l’occupazione del suolo pubblico la paghiamo anche noi». E allora l’appello – rivolto in diretta al consigliere comunale della Lega Simone Orsi che è il primo ad essersi presentato in piazza Flauto per ascoltare i cittadini, sia subito dopo i fatti che in seguito – è a 360 gradi, ed è ad una maggiore attenzione per questo comparto di città stretto tra diversi problemi.

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