Un’inchiesta per una presunta evasione fiscale record da 1,29 miliardi di euro approda alla svolta giudiziaria con la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura della Repubblica di Monza. A rischiare il processo sono Luca Garavoglia, presidente del colosso delle bevande Campari, e Giovanni Berto, legale rappresentante di Lagfin, la holding di diritto lussemburghese che detiene il controllo del gruppo industriale.
L’indagine sulla holding e il contenzioso con l’Erario
Al centro del fascicolo dei magistrati monzesi c’è la ricostruzione della complessa architettura societaria e fiscale utilizzata per la gestione delle partecipazioni del gruppo. L’azione penale prosegue il suo corso indipendentemente sul piano giudiziario, pur a fronte dell’accordo transattivo siglato nello scorso dicembre tra Lagfin e il Fisco italiano: un’intesa in sede amministrativa che ha visto la holding impegnarsi al versamento di 405 milioni di euro dilazionati in quattro anni per chiudere il contenzioso tributario.
Le reazioni della difesa e la posizione di Lagfin
Ferma la posizione dei vertici societari coinvolti. Attraverso il proprio collegio difensivo, gli imputati hanno espresso piena fiducia nell’esito dell’udienza preliminare, affermando che “nel processo sarà acclarato con assoluta evidenza che i nostri assistiti sono innocenti”. In una nota ufficiale, la stessa Lagfin ha ribadito la propria estraneità ai rilievi penali, ricordando inoltre che la posizione dell’ente societario è stata già definita con un’archiviazione per prescrizione lo scorso luglio, escludendo così qualsiasi potenziale ripercussione sul piano patrimoniale per la holding.
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