NOVARA – «Chi nel giro di un anno ha beneficiato di un aumento di più del doppio del suo stipendio? Sicuramente non i comuni cittadini che tirano la cinghia».
Il Partito Democratico di Novara passa all’attacco e punta il dito direttamente contro le società partecipate del territorio. Nel mirino ci sono le delibere sui compensi degli amministratori di Acqua Novara VCO – la società pubblica di gestione del ciclo integrato delle acque – e Sun – la municipalizzata del trasporto pubblico.
Un affondo che non si limita ai soli numeri – definiti dai dem senza mezzi termini come l’ennesima dimostrazione di una «presunta classe dirigente dall’arroganza senza limiti» – ma che apre una contesa apertamente politica, tirando in ballo la maggioranza e, in particolare, la Lega.
La mappa degli aumenti: Acqua Novara e Sun
A far da innesco alla protesta delle opposizioni sono i dati reperibili nei bilanci e nella sezione Amministrazione Trasparente del sito comunale. La lente d’ingrandimento del Pd si è posata in primis su Acqua Novara VCO, la realtà pubblica della gestione idrica in cui il Comune di Novara, il più grande dei territori di competenza della società, figura come socio di maggioranza relativa.
Il compenso raddoppiato a Barbone e Pepe
Secondo quanto riportato dal gruppo consiliare dem, l’assemblea dei soci ha deliberato lo scorso maggio un ritocco verso l’alto per i propri vertici. Il caso emblematico riguarda l’amministratore delegato Daniele Barbone: se fino al 2025 la cifra si attestava sui 39.600 euro, a partire da maggio 2026 il compenso è schizzato a 99.000 euro annui. Un incremento che supera il 100% rispetto al passato.
La storia si ripete a poca distanza, sulle linee del trasporto pubblico locale. Esaminando i documenti della Sun, il Pd evidenzia come il compenso dell’amministratore unico Paolo Pepe sia passato dai 36.000 euro del 2025 alla quota attuale di 60.000 euro.
E’ il “prezzo della fedeltà di bandiera”?
Se la lievitazione delle cifre rappresenta il carburante per la polemica economica, la miccia politica si accende sui legami di partito. I consiglieri d’opposizione ricordano come sia Barbone sia Pepe ricoprano i rispettivi ruoli aziendali su indicazione della Lega e del sindaco Alessandro Canelli.
Ad appesantire il giudizio dell’opposizione c’è poi una coincidenza temporale che al Pd non è affatto sfuggita: la partecipazione di entrambi i manager a una kermesse politica promossa dal Carroccio, la “Lega delle idee“. Una presenza interpretata dal gruppo dem come il marchio di una fedeltà di bandiera che rende la pillola degli aumenti ancora più difficile da mandare giù per l’opinione pubblica.
«Possibile che non ci si renda conto che simili decisioni non possono che generare sfiducia nella politica? Possibile che questi signori non abbiano il senso del limite?», incalzano i dem novaresi.
Un guanto di sfida lanciato a Palazzo Cabrino, in attesa che dalla maggioranza o dai vertici delle partecipate arrivino le prime repliche ufficiali a giustificare le scelte fatte in merito agli aumenti.
