TRADATE – Cinque anni di reclusione per maltrattamenti in famiglia e minacce al nuovo compagno dell’ex convivente. È la condanna inflitta dal Tribunale di Varese a un uomo di 52 anni di Tradate, accusato di aver sottoposto la donna a ripetute violenze fisiche e verbali tra il 2017 e il 2021, anche in presenza dei figli minorenni della coppia.
Le violenze in casa
Secondo l’imputazione, l’uomo avrebbe insultato, minacciato e aggredito più volte la compagna, con schiaffi, strattoni e spintoni, in episodi che sarebbero stati spesso associati all’abuso di alcol. Le condotte contestate si sarebbero verificate nell’abitazione popolare in cui i due convivevano.
La pena
La condanna complessiva è di cinque anni, di cui quattro anni e sei mesi per i maltrattamenti e sei mesi per le minacce rivolte al nuovo partner della donna. Il pubblico ministero Mario Nicolini aveva chiesto una pena totale di quattro anni e dieci mesi. L’imputato è stato inoltre condannato all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.
La linea della difesa
Nel corso del dibattimento, la difesa, rappresentata dall’avvocato Daniele Paci, ha sostenuto che le testimonianze avessero ridimensionato gli episodi contestati, evidenziando presunte contraddizioni nella ricostruzione accusatoria. Il legale aveva quindi chiesto il minimo della pena.
La querela ritirata, nessun risarcimento
La donna aveva successivamente ritirato la querela, senza effetti sulla prosecuzione del procedimento per maltrattamenti in famiglia, reato perseguibile d’ufficio. Non essendosi costituita parte civile, non ha ottenuto un risarcimento nell’ambito del processo. È stato invece assolto un amico del cinquantaduenne, anche lui accusato delle minacce al nuovo compagno della donna. Il Tribunale ha escluso la sua responsabilità.
