Novara abbraccia il dolore di Gaza: in 200 portano il sudario per i bambini uccisi

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Il corteo in corso Cavour (foto Roberto Pizzighello - Ohana)

NOVARA – Più che un corteo, un rito collettivo, dolente e solenne che ha portato nel cuore di Novara uno dei drammi più crudi del nostro tempo, la strage dei bambini e dei giovani in Palestina.

Il corteo in centro storico e i 18 mila nomi sui 25 metri di telo

Alle 17.30, in piazza Duomo, è stato aperto il grande sudario di Gaza: un telo bianco di 25 metri per 7,5, realizzato dal collettivo Carnia per la Pace, sul quale sono stati scritti a mano i nomi di 18.457 minori uccisi nella Striscia di Gaza. Poi il telo è stato portato in corteo lungo le vie del centro storico, fino a piazza Cavour, accompagnato da oltre 200 persone.

Un gesto simbolico diventato memoria concreta, nome dopo nome, davanti agli occhi di una città. L’iniziativa è stata organizzata da Ohana Odv con il supporto di Amnesty International, ANPI, ARCI, Libera, SerMais, Coordinamento Novara per la Palestina, Associazione per la Pace ed Emergency Novara.

La testimonianza di Khulud: «Senza casa, ma non senza memoria»

A dare voce a quel dolore, legandolo direttamente al nostro territorio, è stata Khulud, 25 anni. Originaria di Gaza, dove ha sempre vissuto fino a una delle precedenti tregue, oggi studia Medicina all’Università del Piemonte Orientale. Il suo intervento ha riportato la tragedia dentro una storia personale, lontana dalle formule della cronaca. Ha ricordato di aver perso la casa e tutto ciò che aveva il 9 ottobre, spiegando di vivere da tre anni senza una dimora stabile e privata dei ricordi della sua giovinezza.

Khulud ha denunciato anche la normalizzazione della morte palestinese e la percezione che la vita dei palestinesi, compresa quella dei bambini, valga meno di quella degli altri. Per questo ha espresso gratitudine per iniziative come quella di Novara, capaci, a suo avviso, di restituire alle vittime il diritto di essere riconosciute come esseri umani e di non essere dimenticate.

Il grande telo bianco, con migliaia di nomi tracciati a mano, ha così trasformato una piazza e poi le strade del centro in uno spazio di memoria. In conclusione, Khulud ha invitato a fare tutto il possibile per fermare quella che ha definito una tragedia e proteggere chi è ancora in vita nella Striscia di Gaza.

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