Lombardia: il trionfo di Seixas, è’ il più giovane della storia. Battuti Mas e Ciccone

Lombardia Seixas Evenepoel Ciccone
Paul Seixas, francese, 20 anni e 16 giorni, in trionfo nel Lombardia (Sirotti)

COMO – Il Lombardia è di Paul Seixas. Il francese vince il suo primo Monumento e, a 20 anni e 16 giorni, diventa iil più giovane conquistatore della “classica delle foglie morte”. Alle sue spalle, staccati, un bravissimo Enric Mas, re della Vuelta, e un combattivo Giulio Ciccone. Nel giorno della consacrazione del giovane talento transalpino, Remco Evenepoel grande favorito della vigilia, trova un’altra giornata negativa e chiude al 4° posto. Quinto l’iridato Brandon McNulty.

L’azione di Paul… e le assenze da Remco

In una corsa dura come il Lombardia, per provare a vincere puoi sparare un solo colpo. Ed è quello che con maestria ha fatto Seixas. A 19,5 km dal traguardo il francese è va via in progressione da seduto, sulla destra del gruppo. Evenepoel prova a resistere ma dopo 700 metri si stacca. Secondo la commentatrice in moto, della Rai, il belga “s’incurvisce”. Di certo il belga ha la monocorona, che sia una scelta giusta o meno è da discutere. A proposito di Remco. Venerdì il belga ha tenuto una conferenza stampa a Seriate. C’erano giornali e tv da tutta Europa. Per l’Italia solo la Gazzetta e Malpensa24. Rai ed Eurosport, per esempio, assenti. Perché? Come si fa a ignorare un appuntamento così per chi segue il ciclismo e che il giorno dopo deve affrontare una telecronaca di ore? Boh.

Torniamo alla corsa

Ma, bando alle polemiche, torniamo alla corsa. Sull’azione di Seixas restano immobili McNulty e Del Toro. Il messicano si sente Pogacar, in Uae vorrebbero che lo fosse: ma non lo è. Così quando la corsa esplode, lui salta. Alla ruota del francese restano solo Pidcock e Ciccone con Mas che prova a rientrare. A 18 dal traguardo il francese resta solo. Vola. Sul Civiglio i suoi dati di potenza sono impressionanti: 460 watt medi, picco di 620. Un mostro. Un vero enfant prodige. Perché vincere la Freccia Vallone significa moltissimo, lo stesso vale per l’Itzulia, gli ex Baschi. Ma il Lombardia è un’altra cosa. Altro livello.

Il rivale di Tadej

Più di uno ha già cominciato a suonare la musichetta: “è lui il vero rivale di Pogacar (qui assente dopo cinque trionfi per la frattura della clavicola rimediata in Spagna, ndr)”. Calma. Piano. Sostenere questo ora è perlomeno affrettato. Significa dimenticarsi del belga. O capire poco di ciclismo. Seixas è una straordinario talento, ma alla prima stagione. Saprà resistere alle enormi pressioni che già ha attorno? In Francia, che non vedono un campione vero dai tempi di Bernard Hinault, questa attesa potrebbe diventare un peso enorme. Un macigno. E Remco, 13 vittorie tra cui il mondiale crono, l’Amstel e l’Europeo, oltre al secondo posto al Tour, mica è vecchio: ha 26 anni, non 36.

L’attacco americano

la corsa si era accesa a poco più di 1 km dalla vetta del Ghisalllo (61 km al traguardo) con l’americanata. Sì, un vero e proprio attacco di squadra americano. Il francese Louis Barre scatta e lancia il suo compagno, in maglia Visma, Matteo Jorgenson. A lui, oltre a Christian Scaroni, si accodano subito Quinn Simmons e Brandon McNulty. Jorgenson e Simmons sono i due compagni di squadra che hanno permesso, con una condotta tattica impeccabile, a McNulty di diventare campione del mondo due settimane fa a Montreal. E che i tre anche oggi non fossero d’accordo, nonostante qui indossino tre maglie diverse Visma, Lidl e Uae) , è difficile da credere. Anche perché, con questa azione, hanno messo in crisi due big come il favorito Evenepeol e uno dei sui rivali, Seixas.  Piganzoli (compagno di Jorgenson), Ciccone (Simmons) e Del Toro (McNulty), invece, in questa condizione potevano restare belli coperti. Ma, tirato soprattutto da Giulio Pellizzari, gregario di Remco e in diversa condizione rispetto al corridore visto a Mondiale ed Europeo, il gruppo ha chiuso nel giro di pochi chilometri. Da segnalare che poi Simmons ha forato e, nonostante l’esperienza, si è fermato sulla sinistra. Manovra vietata e pericolosa ai fini della sicurezza.

L’appello dei corridori

La corsa ha preso il via da Bergamo con cinque minuti di ritardo per un appello lanciato dai corridori proprio sul tema sicurezza. Dopo che si è abbassata la bandiera i ciclisti, senza che gli organizzatori fossero stati avvisati, sono rimasti fermi. Evenepoel ha preso il microfono e spiegato le ragioni della scelta. A ribadire il concetto ci hanno pensato, con un comunicato pubblicato sui loro social, anche Tom Pidcock e Adam Hansen, presidente del sindacato mondiale di categoria Cpa. “Come corridori, siamo uniti contro i rischi inutili a cui vengono esposte le nostre vite. Solo questa settimana si sono verificati diversi incidenti che hanno coinvolto veicoli sui percorsi di gara. Due corridori sono caduti dopo aver urtato una moto che procedeva in senso contrario sul tracciato di gara (il riferimento è quanto successo martedì alla Tre Valli con una motostaffetta della Polizia, ndr). Fortunatamente entrambi se la sono cavata con qualche taglio e qualche livido, ma avrebbe potuto andare molto peggio. Quest’estate, una vita è stata tragicamente strappata (il riferimento qui è alla morte di Finlay Tarling, ndr) proprio a causa di questo tipo di negligenza. Non lo tollereremo più. I corridori gareggiano ad alta velocità con scarsa protezione e contiamo sugli organizzatori delle gare per garantire la sicurezza delle strade. Questa responsabilità non viene rispettata. Chiediamo l’intervento dell’Uci affinché gli organizzatori delle gare si assumano le proprie responsabilità e agiscano. Ciò significa un dialogo serio e aperto tra corridori, organizzatori e l’Uci, che porti a cambiamenti concreti nelle modalità di messa in sicurezza e gestione dei percorsi di gara”.

I corridori fermi prima del via del Lombardia da Bergamo (Sirotti)

L’ordine d’arrivo

Leggi qui l’ordine d’arrivo completo del Lombardia

 

Evenepoel: “Sì, sono il favorito nel Lombardia. E la porta per il Giro è aperta”

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