VARESE – Attilio Fontana sferza il centrodestra. «Trovate un nome e la quadra. Basta cincischiare». È questo in sintesi il messaggio che il governatore ha messo sul tavolo alla riunione dei segretari cittadini del centrodestra. Segno che i giochi per il candidato sindaco sono apertissimi, da un lato come dall’altro al momento i nomi sul tavolo non convincono tutte le anime della coalizione e neppure quelle interne ai partiti.
E si torna a parlare di primarie
L’incontro di ieri – sabato 10 ottobre – del centrodestra cittadino non segna grandi passi avanti. E conferma che la coalizione ha in caldo una serie di pesci, ma non sa ancora quale pigliare. Certo, la voce ufficiale delle segreterie dispensa “calma e gesso”, ma se ancora oggi, dopo l’estate, si torna a parlare di primarie, discorso che sembrava archiviato, significa che ci sono ancora ingranaggi che non girano come dovrebbero. Del resto, le consultazioni pare si facciano anche a Milano e quindi, perché non a Varese?
Sulla graticola
L’unica nota politica dell’incontro è rappresentata dalla presenza di Fontana e le sue parole. Il presidente della Regione ha acquisito un’aura da padre nobile del centrodestra e non è un caso che ieri, senza fare nomi, abbia parlato chiaro ai vertici cittadini. Fontana ha ribadito che occorre “darsi una mossa“, una sferzata che però avuto come risposta una melina generale. E, come nel calcio, quando la palla ristagna a centrocampo significa che le geometrie scarseggiano.
E così si lavora ai soliti schemi. Con il nome di Luca Marsico che resta sul tavolo, ma non sfonda in casa Lega e in alcune frange di Forza Italia. E con i Fratelli d’Italia che continuano a non imporre la forza percentuale del partito (tutta da verificare nella città di Varese) e, in mancanza di soluzioni forti, fanno da raccordo. Senza dimenticare che, più il tempo passa, più l’impasse resta e più i nomi sul tavolo si annacquano.
Lega a fari spenti
Ed è qui che la sorniona Lega cerca di giocare la sua partita a fari spenti. Il Carroccio, infatti, continua a covare il sogno di poter esprimere il nome. Magari non un uomo (o una donna) di partito, ma una figura che si muove nella società civile e che ha radici padane. Un identikit che, scremando le varie opzioni, potrebbe rispondere al nome di Sergio Terzaghi, avvocato, conosciuto e inserito negli ambienti varesini e propulsore dell’associazione Varese sei tu. Se poi si fa notare che agli incontri di questo contenitore culturale, piuttosto attivo, c’è la presenza fissa del ministro Giancarlo Giorgetti, ovvero colui che a Sumirago ha auspicato un candidato leghista per Varese, il cerchio padano si chiude. Anche se quello del centrodestra resta aperto.
