Durante la scalata verso il Ghisallo, ad oltre 60 km dal traguardo, Christian ha provato ad inserirsi nel tentativo promosso dal terzetto americano Simmons, Mcnulty e Jorgenson, ha giocato di testa e poi è rimasto con nomi più attesi nelle fasi decisive di corsa giocandosi tutte le sue carte. «Sul Ghisallo ho voluto provarci, per qualcuno forse sarà sembrata un’azione un po’ avventata, ma sapevo di essere battuto da certi corridori e l’unica soluzione era anticipare. Appena ho visto Simmons attaccare l’ho seguito, ma alle spalle la Red Bull si è messa subito a tirare ed ho capito che per noi non ci sarebbe stata speranza. Sul Civiglio la corsa è scoppiata e ho dovuto gestirmi, per fortuna sono rientrato poi con Remco che ha fatto il lavoro duro in pianura. Abbiamo provato a rientrare su Ciccone e Mas, in discesa avevamo una decina di secondi di vantaggio, ma era difficile recuperare terreno, poi negli ultimi due chilometri ognuno ha pensato di fare la propria volata» ci racconta Christian che esce dalla classica delle foglie morte soddisfatto per la sua prestazione e con la conferma di poter competere ad altissimo livello
Alla partenza della classica delle foglie morte Christian era stato piuttosto chiaro: provare a puntare ad una top ten. L’ottavo posto non è da leggere semplicemente come un traguardo personale raggiunto quanto piuttosto come qualcosa di un po’ più grande. Nonostante la fatica dei giorni scorsi e un percorso per nulla adatto alle sue caratteristiche Christian c’era. «Il Lombardia non è una corsa per me, ci sono salite troppo lunghe per le mie caratteristiche, ma volevo mettermi alla prova, credo di aver dimostrato che posso difendermi bene su tutti i campi. Alla mattina l’obiettivo era centrare la top ten, ma poi in corsa può succedere di tutto. Sono soddisfatto, la condizione era buona e non ho mai avuto un fuori giri, forse se devo avere un piccolo rammarico è la volata finale per il quarto posto, non ho trovato un varco per avere un piazzamento migliore, ma per come si era messa la corsa non posso che essere contento»
La stagione del bresciano non si chiude però con il Lombardia, ad attenderlo ci sono ancora il Giro del Veneto e la Veneto Classic, due occasioni per provare a finire la stagione nello stesso modo con cui l’ha iniziata: vincendo.
Articolo a cura di Tuttobiciweb.it
