MILANO – Danneggiamenti ai negozi, vetrine infrante, assalti alle vetrine del lusso e uno sciame improvviso di giovanissimi che ha trasformato il centro di Milano in una zona di guerriglia urbana. Si è conclusa con 32 arresti, 28 denunce e 271 persone accompagnate in via Fatebenefratelli la convulsa giornata di disordini esplosa nel primo pomeriggio di domenica e protrattasi fino a tarda sera. Il bilancio provvisorio dei feriti conta 14 appartenenti alle forze dell’ordine ricoverati negli ospedali cittadini per traumi e contusioni riportati nei caroselli e negli scontri a ridosso delle vie dello shopping.
La guerriglia a macchia d’olio
L’allarme è scattato poco dopo le 14:00, quando la centrale operativa della Questura ha intercettato i primi gruppi di giovanissimi, molti dei quali con il volto parzialmente travisato da cappucci e mascherine, pronti a provocare disordini. Il primo intervento del contingente di ordine pubblico è scattato in via San Paolo e in piazza del Duomo, dove sono state bloccate una cinquantina di persone. Nelle ore successive, la protesta si è frantumata in decine di piccoli sciami che si sono mossi con azioni fulminee tra piazzetta Reale, via Broletto, via della Posta, via Mercanti, corso Magenta e via Meravigli, appiccando incendi ai cassonetti, danneggiando l’arredo urbano e svaligiando punti vendita di abbigliamento sportivo e telefonia. La tattica del “mordi e fuggi” è proseguita fino alle 21:30 coprendo anche largo la Foppa, corso Garibaldi, via Montenapoleone e piazza Cadorna.
I numeri dei fermi e l’applicazione del nuovo Decreto Sicurezza
Le verifiche condotte dalla Questura disegnano un profilo anagrafico e sociale ben preciso dei protagonisti dei disordini, in larghissima parte giovanissimi. Sui 271 soggetti condotti negli uffici di polizia, ben 220 risultano minorenni e 60 di nazionalità straniera. I provvedimenti restrittivi hanno portato all’arresto di 32 persone (tra cui 23 minorenni e 13 stranieri) e alla denuncia a piede libero di altri 28 giovani. Per la prima volta su vasta scala, le forze dell’ordine hanno applicato la misura del fermo di prevenzione di polizia introdotta dall’articolo 11 bis del recente Decreto Sicurezza (D.L. n. 23/2026), trattenendo ben 174 ragazzi per bloccare sul nascere la catena di azioni vandaliche.
Le indagini della Digos sulle immagini delle telecamere
Mentre la città conta i danni materiali subiti da decine di esercizi commerciali, gli specialisti della DIGOS e della Polizia Scientifica hanno avviato un’imponente attività di analisi sui filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private del centro. L’obiettivo degli investigatori è identificare i promotori dei blitz e attribuire le singole responsabilità penali per i saccheggi e i ferimenti degli agenti, esaminando anche i canali social utilizzati dai gruppi per coordinare gli spostamenti in tempo reale tra le vie del centro.
