Sindaco, la memoria selettiva non è una virtù
Maggio 2021: un Consiglio comunale infuocato, il comitato dei cittadini presente e le proteste contro il progetto della famosa torre. Alla fine non si votò nulla perché la pratica venne ritirata e, poche settimane dopo, l’amministrazione andò a casa.
In quell’occasione l’allora capogruppo di minoranza Marco Baroffio, oggi sindaco, abbandonò l’aula insieme ai suoi colleghi giustificando la scelta con il clima caotico della seduta.
Oggi, di fronte a una votazione da 1 milione e 400 mila euro, siamo stati noi a uscire dall’aula. Una scelta di responsabilità davanti a una cifra enorme, che rischia di pesare sulle tasche dei cittadini fagnanesi.
Le situazioni non sono identiche, certo. Ma il principio non cambia: quando ad abbandonare l’aula era lei, la scelta era legittima; se lo facciamo noi, diventa uno scandalo?
Prima di impartire lezioni di comportamento all’opposizione, sarebbe utile ricordare il proprio passato. La coerenza consiste nell’usare lo stesso metro di giudizio per sé e per gli altri.
Allora uscire fu una reazione al caos, oggi per noi è una presa di posizione contro una decisione da 1,4 milioni. Cambiano i ruoli, ma il diritto di dissentire resta. Maggio 2021 non è così lontano, a meno che la memoria non diventi improvvisamente corta una volta arrivati a governare.
Federico Fasolino
(Fratelli d’Italia Fagnano Olona)
Gioventù Nazionale Varese, il nuovo presidente è Federico Fasolino
