FAGNANO OLONA – «Ascoltare i ragazzi è una responsabilità degli adulti. Ma servono spazi accoglienti per farli esprimere». Federica Scutellà, formatrice, rilancia l’esperienza di Breaking Voice, laboratorio realizzato nei mesi scorsi alle scuole medie Fermi di Fagnano Olona, come risposta alle manifestazioni di questi giorni. «È importante creare spazi in cui ragazze e ragazzi possano esprimere pensieri, passioni e punti di vista, sviluppando competenze di ascolto, mediazione e collaborazione».
La proposta
«Di fronte alle manifestazioni di questi giorni, è necessario aprire uno spazio di ascolto. Le azioni e le parole dei ragazzi raccontano pensieri, passioni, paure e punti di vista che meritano attenzione. Accoglierle senza pregiudizio significa riconoscere il loro valore e costruire fiducia tra giovani, adulti e istituzioni». Da questa convinzione è nato lo scorso anno “Breaking Voice – La voce dei ragazzi“, il progetto formativo realizzato all’interno dell’Istituto Comprensivo di Fagnano Olona con gli studenti della scuola secondaria di primo grado. «Una scuola attenta, vicina ai suoi ragazzi, può fare la differenza» dichiara Federica Scutellà, ideatrice del corso.
L’esempio
Dopo l’esperienza realizzata a Fagnano Olona con gli studenti della scuola secondaria di primo grado, il progetto viene rilanciato come proposta formativa rivolta a scuole, associazioni, Comuni, cooperative sociali e realtà educative che lavorano con giovani e adolescenti. Il percorso è adattabile a diverse fasce d’età e contesti: contenuti e attività cambiano in base ai partecipanti, mantenendo al centro l’ascolto e la possibilità per ragazze e ragazzi di esprimere il proprio punto di vista. Tra i laboratori c’è anche un TG ideato e realizzato dai ragazzi. Sono loro a scegliere gli argomenti, preparare i servizi, scrivere i testi, girare video in stile giornalistico e raccontare ciò che ritengono significativo per sé e per i coetanei.
Le esigenze dei ragazzi
«I ragazzi hanno bisogno di sapere che qualcuno li ascolta davvero, prende sul serio le loro parole e considera le loro idee», spiega Federica Scutellà, formatrice e ideatrice del percorso. «Quando trovano uno spazio accogliente, in cui possono esprimersi e confrontarsi, possono dare forma a ciò che provano e trasformarlo in partecipazione. L’ascolto può contribuire a ridurre ansia, pressione, rabbia, frustrazione e senso di impotenza». Rilanciare Breaking Voice, per la sua ideatrice, «significa anche spostare lo sguardo dalla sola repressione verso la relazione, il dialogo e occasioni reali di partecipazione».
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