Omicidio Vergiate, Panichi al Pm: «Mi ha aggredito lei per gelosia, mi sono difeso»

VERGIATE – «Mi ha aggredito lei per gelosia, io mi sono difeso». È la versione di Marco Panichi, 53 anni, di origini abruzzesi, incensurato e senza denunce per episodi violenti contro la compagna nel suo passato, reo confesso dell’omicidio di Grey Noralba Sanmartin Villalba, 36 anni, di origine colombiana, consumatosi nella mattinata di ieri, 22 ottobre, nell’abitazione in vicolo Rocchetto a Vergiate, dove la nuova coppia stava traslocando. Panichi, dopo aver assassinato la 36enne a coltellate in camera da letto, ha guidato fino ad Avezzano, in Abruzzo, dove si è presentato spontaneamente alla caserma dei carabinieri, costituendosi dopo aver incontrato il padre. Nel corso della notte l’uomo è stato sentito dal procuratore Maurizio Maria Cerrato. Assistito dall’avvocato Leonardo Casciere, ha ammesso l’addebito, confessando l’omicidio e fornendo la propria versione dell’accaduto.

La lite per gelosia

Secondo quanto dichiarato, la nuova compagna era estremamente gelosa. Panichi era uscito nel giugno scorso da una precedente relazione. L’incontro con la 36enne era avvenuto poco dopo ad Ancona, nelle Marche. Il 53enne, termotecnico, aveva trovato lavoro nella zona di Busto Arsizio e aveva deciso di trasferirsi con la vittima, che lo aveva raggiunto. A Vergiate l’uomo risulta residente da agosto. La coppia, entrambi genitori di figli avuti da precedenti relazioni, era in fase di trasloco, con la donna che si spostava tra Vergiate e le Marche e Panichi che, arrivato con una Porsche Cayenne, se ne è andato ieri mattina con il furgone dei traslochi. Al pubblico ministero il 53enne ha spiegato che ieri mattina la 36enne si sarebbe resa protagonista dell’ennesima sfuriata per gelosia, dopo aver trovato delle vecchie foto di un’altra donna su uno dei due telefoni di Panichi.

La versione della difesa

«Il mio assistito ha spiegato di essersi difeso – dice il legale – Nella sua ricostruzione è la compagna ad aggredirlo armata di coltello». L’avvocato aggiunge che Panichi «a sostegno delle sue affermazioni ha delle ferite da arma da taglio da difesa che hanno avuto necessità di essere suturate». Sempre stando alla versione dell’uomo, durante la colluttazione, nel tentativo di difendersi, avrebbe preso il sopravvento, uccidendo la 36enne con numerosi fendenti. L’autopsia, che sarà disposta dal pubblico ministero di Busto Arsizio Ciro Caramore, potrebbe fornire elementi concreti per ricostruire l’accaduto. I colpi inferti sarebbero, da una prima analisi del corpo, numerosi e sferrati con furia.

Le grida e poi il silenzio

Della coppia, nella frazione di Cuirone, nessuno sa dire nulla. Nessuno li conosceva, anche se in qualche occasione i residenti della zona avevano intravisto sia lui sia lei. Solo una vicina, intorno alle 10 di ieri, ha sentito delle grida provenire dall’abitazione, tanto da valutare l’ipotesi di allertare i carabinieri. Poi era tornato il silenzio e la donna, pensando che il litigio si fosse placato, avrebbe desistito. In realtà, la 36enne a quel punto forse era già morta in camera da letto, mentre Panichi, acceso il furgone del trasloco, aveva intrapreso il lungo viaggio per andare a costituirsi in Abruzzo.

Uccide la compagna a coltellate a Vergiate, poi si costituisce in Abruzzo

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