A Busto il PUMS fa discutere. Gorletta: «Non è un bancomat. Sarà più flessibile»

Nel riquadro, il consigliere delegato alla viabilità Alex Gorletta

BUSTO ARSIZIO – «Il PUMS? Non è un bancomat per attrarre finanziamenti, ma una visione per programmare la città di domani». Alex Gorletta, consigliere delegato alla viabilità, risponde alle polemiche sollevate dall’ex assessore alla partita Salvatore Loschiavo e dal gruppo di Azione di Busto Arsizio sui «9 milioni di euro persi» per il bando Multimodale Urbano per la riqualificazione di via Mameli e della piazza della Stazione FS, a causa della mancata approvazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. «Tutto d’un tratto sembra che l’unico interesse sia quello di usarlo per vincere i bandi – sottolinea l’esponente della Lista Antonelli – allora non si spiega il motivo per cui non sia stato condiviso fin dal principio con la maggioranza per portarlo subito in approvazione».

Il dibattito

A fare chiarezza è Alex Gorletta, consigliere delegato alla viabilità, che difende le scelte della maggioranza sul PUMS e replica alle accuse: «Il dibattito sul Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) è acceso, ma rischia di perdere il suo vero focus. Quando la discussione si concentra unicamente sui presunti finanziamenti persi, invece di valorizzare la sua essenza di visione strategica per lo sviluppo cittadino, si tradisce l’anima profonda della pianificazione urbana». Secondo il consigliere della Lista Antonelli, infatti, è un errore ridurre il piano a uno strumento per fare cassa: «L’idea che il PUMS serva esclusivamente ad attrarre risorse è un grave errore di prospettiva. Se è vero che un documento ben strutturato può assegnare punteggi aggiuntivi in bandi specifici, ridurlo a un mero “bancomat” per accedere a fondi è quanto di meno utile e lungimirante ci sia. I finanziamenti, infatti, devono essere uno strumento indispensabile per raggiungere gli obiettivi di un piano, non il piano stesso».

Il “nuovo” PUMS

Oltretutto, l’amministrazione «partecipa a decine di bandi finanziando progetti che stanno dando un volto nuovo alla città», pertanto secondo Alex Gorletta non si può «ridurre l’intera discussione alla “perdita” di un singolo bando». L’esponente di maggioranza aggiunge anche che il PUMS sta procedendo sul suo binario: «Il Piano non è stato affossato né dimenticato. È stato, e sarà ancora, protagonista di un continuo lavoro da parte nostra. Il passaggio da un approccio rigido e prescrittivo a uno più flessibile, su cui stiamo ragionando, non è un compromesso, ma un’evoluzione necessaria e intelligente». Una scelta che secondo Gorletta guarda alla complessità del futuro: «Il PUMS deve essere un “vestito” che si adatta alle esigenze reali, non uno cucito su misure vecchie e ormai obsolete – sostiene – eliminare dettagli precisi non è una carenza, ma la consapevolezza che una programmazione rigida rischia di diventare un dogma. Non si può stabilire oggi il preciso intervento da realizzare tra cinque o dieci anni, specialmente in un periodo in cui la viabilità e la mobilità sostenibile sono influenzate da decine di fattori in continua evoluzione».

Le risposte ad Azione

Quanto alle accuse provenienti da Azione, Gorletta non risparmia critiche: «Per quanto io trovi legittimo che figure che hanno contribuito alla prima stesura del documento esprimano la propria opinione – e qui il riferimento è all’ex assessore Loschiavo – ritengo francamente assurdo che soggetti politicamente schierati, che non sono mai intervenuti prima d’ora nel dibattito sulla mobilità sostenibile, si accodino con dichiarazioni e concetti perentori, semplicemente per “strappare” qualche riga di visibilità sui media». E rincara la dose: «Queste critiche a priori, basate poi su informazioni incomplete o superate, non solo sono sterili, ma minano il dibattito pubblico e la sua serietà. La complessità di un PUMS e le sue implicazioni richiedono un confronto serio, basato sulla conoscenza dei fatti e sulla volontà di contribuire costruttivamente, non proclami da campagna elettorale permanente». L’obiettivo, chiarisce infine il consigliere, resta quello di arrivare a una pianificazione condivisa: «Il vero valore di questo documento non si misurerà in milioni di euro, ma nel lavoro quotidiano, spesso invisibile quanto complesso, che verrà portato avanti in una visione di pianificazione strategica dialogando con tutte le forze politiche, con l’obiettivo di un’approvazione condivisa dall’intero consiglio».

Caso Pums, Azione sta con Loschiavo: «Per Busto un danno da 9 milioni. Per miopia»

busto arsizio gorletta pums – MALPENSA24
Visited 803 times, 1 visit(s) today