BUSTO ARSIZIO – Il teatro Sociale ospita il primo red carpet del B.A. Film Festival, ma la versione autunnale della rassegna non scalda i cuori dei bustocchi. La sala è mezza vuota per l’apertura dell’edizione numero 22, caratterizzata dal debutto del nuovo direttore artistico Giulio Sangiorgio: tanti addetti ai lavori, tra cui i delegati dell’assemblea del Sindacato dei critici cinematografici, ma poco “popolo”. Però il primo superospite Maurizio Nichetti strappa applausi a scena aperta riproponendo la sua opera prima “Ratataplan”.

Le voci
Per la prima volta c’è l’assessore regionale alla cultura Francesca Caruso: «Sono contenta di essere qui in quello che è diventato un punto di riferimento in tutta la Lombardia. Noi come regione investiamo sul cinema». Per il BAFF è l’edizione della «svolta», come rimarca l’assessore alla cultura Manuela Maffioli, parlando di una rassegna che «sta prendendo una connotazione in discontinua continuità con la gestione precedente. Questa svolta a supporto dei giovani registi può dare al festival la giusta collocazione in ambito nazionale». Si tratta di «un nuovo corso», come lo definisce il presidente del BAFF Alessandro Munari, che prelude al ricambio generazionale, a 21 anni dalla prima edizione. «Ora si facciano avanti i giovani», il suo appello per assicurare un futuro al festival. E il sindaco Emanuele Antonelli tributa la squadra: «I miei registi preferiti sono Alessandro Munari e Gabriele Tosi, ed è solo grazie a loro che siamo al 22esimo festival, e i miei attori preferiti sono tutte le persone che lavorano per il festival. Sono orgoglioso delle persone che lavorano in questa città».

L’impronta del nuovo direttore
«Non sono Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, come è stato scritto su qualche giornale, ma sono Giulio Sangiorgio». Esordisce così il nuovo direttore artistico del Baff, che sale sul palco del Sociale per inaugurare la 22esima edizione del festival cinematografico di Busto Arsizio. «Un festival dove la qualità viene prima di tutto e che propone un cinema in grado di parlare con il pubblico non in maniera scontata – il “manifesto” d’intenti del successore di Steve Della Casa – film che provano ad inventarsi delle forme per interrogare la realtà. Sono felice di essere qui e dare inizio a questa settimana». Sarà lui, in perfetto stile Steve Della Casa, a intervistare il primo superospite Maurizio Nichetti sulle ormai tradizionali poltrone Chesterfield bianche che da anni accompagnano le serate di gala del Baff.

Un futuro dal cuore antico
«Ha un compito importante – dice di Sangiorgio il presidente della B.A. Film Factory Alessandro Munari – Steve (Della Casa, ndr) ci ha seguito per tutti questi anni entusiasmandoci, prima di lui Vittorio Giacci». Il primo direttore artistico del BAFF, in una sorta di “Ritorno al futuro”, è stato il primo ospite di quella che Gabriele Tosi, primo presidente del festival, ha definito «una giornata particolare», richiamando non a caso il capolavoro di Ettore Scola, regista su cui Giacci ha scritto il libro “enciclopedico” presentato all’Icma. Proprio la scuola di cinema di villa Calcaterra che oggi pomeriggio, nella giornata di apertura del BAFF, ha ospitato la consegna dei diplomi degli studenti che hanno completato il triennio. E il cerchio si chiude.

L’assemblea dei critici
La prima giornata del BAFF ha ospitato l’Assemblea triennale del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici italiani SNCCI in cui l’associazione discute lo stato della professione e le sue prospettive, per votare i suoi rappresentati. Circa 70 i critici presenti al festival, capeggiati dalla presidente Cristiana Paternò e dal vicepresidente Pedro Armocida. A dare il benvenuto Alessandro Munari presidente di B.A. Film Factory: «È un onore potere ospitare tanti critici per un evento così importante. È anche un modo per fare loro conoscere il BAFF e Busto Arsizio».
Il programma di domenica 29 settembre
Domenica 29 settembre alle 15 nella Sala Monaco della Biblioteca “Roggia”, per la rassegna “Baff in serie”, si terrà l’incontro con Ludovica Francesconi e Roberto Proia, rispettivamente attrice protagonista e produttore di “Sul più bello”. Alla stessa ora ma all’ICMA un appuntamento dedicato ai più piccoli con la proiezione del corto “I posti vuoti” di Viola Folador, presentato recentemente come evento di pre-apertura delle Giornate degli autori al festival di Venezia nell’ambito del premio Bookciak Azione! A seguire il Laboratorio Food Wizards come nasce un cartone animato. Dopo la proiezione di due episodi della serie, che illustra il tema dell’alimentazione tra avventure e viaggi nel corpo umano, Roberto Gagnor, co-creatore e capo-autore, e Giacomo Carnaghi, ex-allievo dell’Istituto Antonioni e autore della serie, racconteranno come nasce una puntata e insegneranno ai ragazzi a inventare uno speciale fumetto di Food Wizards.
Alle 15.30 al Cinema Fratello Sole dei Frati l’anteprima italiana di Astrid’s Saints di Mariano Baino, che torna a dirigere un lungometraggio trent’anni dopo Dark Waters, oggetto di culto tra gli appassionati di cinema horror in Italia. La proiezione sarà seguita da un talk condotto dal direttore artistico Giulio Sangiorgio con il regista e l’interprete protagonista Coralina Cataldi-Tassoni, e dalla proiezione di Dark Waters, il suo sorprendente film del 1993, che aveva aperto nuove vie d’espressione al cinema di genere. Dante Spinotti, celeberrimo direttore della fotografia, tra i più amati a Hollywood, sarà invece ospite al festival domenica alle 21 al cinema Fratello Sole con il suo libro Il sogno del cinema. La mia vita, un film alla volta, scritto con Nicola Lucchi, e selezionato per il premio Morando (sezione Baff in libreria). Due volte nominato agli Oscar, per L.A. Confidential e Insider – Dentro la verità, Spinotti ha firmato la fotografia di film come Heat – La sfida e Nemico Pubblico, L’ultimo dei Mohicani e X-Men, solo per citarne alcuni, e lavorato, in Italia, con Ermanno Olmi, Lina Wertmuller e Roberto Benigni. Al termine dell’incontro verrà proiettato il film “Manhunter – Frammenti di un omicidio” di Michael Mann, scelto personalmente da Spinotti, che riceverà il premio Ceccuzzi Platinum all’eccellenza cinematografica.
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