A Busto si svela Largo Sergio Ramelli tra tanti “Fratelli”. Frassinetti: «Figlio d’Italia»

BUSTO ARSIZIOLargo Sergio Ramelli è realtà. «Non sia visto come elemento di divisione». Il sindaco Emanuele Antonelli allontana le polemiche all’inaugurazione dello spazio ai piedi del cavalcavia di via del Roccolo intitolato dedicato al militante del Fronte della Gioventù ferito a morte in un agguato cinquant’anni fa a Milano. «Abbiamo messo solo un cartello stradale, ma è un simbolo. Non si deve morire per un’opinione». Forfait del presidente del Senato Ignazio La Russa e dell’assessore regionale Romano La Russa, per Fratelli d’Italia – che quasi “monopolizza” le presenze all’inaugurazione – parla il sottosegretario all’istruzione Paola Frassinetti: «Sergio è figlio d’Italia». Ma il PD polemizza, con una nota firmata dal segretario cittadino Paolo Pedotti e dal segretario provinciale Alice Bernardoni: «Intitolazione divisiva. Fratelli d’Italia sta usando le istituzioni per portare avanti iniziative di parte, con la complicità o il tacito assenso dei suoi alleati».

Fratelli presenti in massa

Oltre a Paola Frassinetti, ci sono l’eurodeputato Carlo Fidanza, i parlamentari Riccardo De Corato e Umberto Maerna, l’assessore regionale Francesca Caruso, il consigliere provinciale Marco Colombo (e anche l’altro Marco Colombo, sindaco di Daverio e già candidato alle europee), il neo presidente di circolo di Varese Enrico Argentiero, l’assessore di Olgiate Olona Fabio Longhin. Il circolo “Almirante” di Busto Arsizio è presente in massa: ci sono il vicesindaco Luca Folegani e il gruppo consiliare (Paolo Geminiani, Claudia Cozzi e Francesco Attolini), comprese le new entry Laura Rogora e Orazio Tallarida, con i giovani passati in FdI e con la consigliera della Lista Antonelli Francesca Gallazzi (data anche lei in avvicinamento ai “Fratelli”). Non manca il veterano Ninetto Pellegatta, padre nobile del circolo, e una nutrita rappresentanza del movimento giovanile. Per gli altri partiti ci sono il vicepresidente del consiglio regionale Giacomo Cosentino di Lombardia Ideale con il suo assessore di riferimento a Busto Matteo Sabba, l’assessore della Lista Antonelli Chiara Colombo e i consiglieri della Lega Simone Orsi e Vincenzo Marra. Per l’opposizione si presenta il solo Santo Cascio (Progetto in comune).

Le parole su Ramelli

È Paola Frassinetti, che Ramelli lo conosceva, a ricordare la tragedia di un omicidio preparato meticolosamente con gli appostamenti in anni in cui i militanti di destra non potevano neanche volantinare. Ma Sergio, ammonisce, aveva in mano non le chiavi inglesi, ma le chiavi per chiudere il motorino. Anche il sindaco Antonelli, che ringrazia esplicitamente gli alleati Forza Italia, Lega e lista civica per aver approvato la mozione di Fratelli d’Italia per l’intitolazione, sottolinea che era solo un ragazzo che aveva scritto un tema sulle Brigate Rosse, non era un ultras della politica. Ed è quello che lo scrittore Guido Giraudo ripete ai Molini Marzoli nel presentare il suo libero dedicato alla figura di Sergio Ramelli, diventato un simbolo di una destra che ormai è entrata a pieno titolo a far parte dell’arco costituzionale. Questo cartello sia da esempio ai ragazzi che vogliono avvicinarsi alla politica – l’appello del vicesindaco Luca Folegani, che era stato il primo firmatario della mozione in consiglio comunale per l’intitolazione – ringrazio anche quella parte di opposizione che, tra qualche critica e mugugno, ha fatto in modo potessimo essere qui. Il presidente di circolo di Busto Alberto Falciglia è emozionato: «Avevo otto anni e mio fratello si era appena iscritto al Fronte della Gioventù a Milano. Ricordo la paura di mia madre tutte le volte che tornava a casa».

Il comunicato del PD

Abbiamo appreso dalla stampa della cerimonia di intitolazione della rotonda tra le vie Costa, Cellini, Nigra, Capri e del Roccolo al militante del Fronte della Gioventù Sergio Ramelli che avverrà sabato mattina (5 aprile).

Come Partito Democratico circolo di Busto Arsizio e Federazione provinciale di Varese esprimiamo forte contrarietà di fronte alla scelta della maggioranza di procedere a un’intitolazione parziale e divisiva.

Gli anni di piombo furono un periodo complesso della storia del nostro paese e andrebbe ricordato nella sua totalità.

Non è accettabile trasformare la figura di Ramelli in un martire quando furono numerose le vittime innocenti di quegli anni.

Non è possibile dimenticare le vittime delle stragi di Piazza Fontana, di Piazza della Loggia e di Bologna. Militanti della sinistra non antagonista e semplici cittadini, persone innocenti vittime della strategia della tensione operata dai gruppi terroristici politicamente orientati verso l’estrema destra.

Riteniamo inoltre del tutto improprio che nel corso di una cerimonia ufficiale dell’Amministrazione comunale siano stati invitati a intervenire i rappresentanti istituzionali del solo partito Fratelli d’Italia.

Ci pare evidente che Fratelli d’Italia stia usando le istituzioni per portare avanti iniziative di parte, con la complicità o il tacito assenso dei suoi alleati.

Avremmo accolto volentieri l’intitolazione di uno spazio comune per ricordare tutte le vittime degli anni di piombo, a prescindere dalla collocazione politica. Prendiamo atto invece che chi oggi governa la città di Busto Arsizio non è pronto e anzi preferisce usare la forza dei numeri per imporre una visione alla quale noi non prenderemo mai parte.

PD Busto Arsizio – PD Provinciale

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