A Busto un polo emato-oncologico: day hospital e centro leucemie per trapianti

BUSTO ARSIZIO – Taglio del nastro nel padiglione Shapira dell’ospedale di Busto Arsizio per il nuovo day hospital onco-ematologico che si è spostato dal padiglione azzurro della pediatria. E il prossimo passo sarà la creazione, nella stessa palazzina, di «un centro leucemie acute per i trapianti», come annuncia il primario Elisabetta Todisco. Così diventerà un vero e proprio polo di riferimento in ambito emato-oncologico. «Pezzo per pezzo rimettiamo a posto la struttura di Busto Arsizio, in attesa del Grande Ospedale» rivela il direttore generale di ASST Valle Olona Daniela Bianchi, che ha tagliato il nastro del nuovo centro insieme all’assessore Mario Cislaghi del Comune di Busto Arsizio.

Il day hospital

Dopo quattro mesi e mezzo di lavori, costati in tutto 55mila euro, il centro diurno onco-ematologico è stato ufficialmente aperto, volutamente nella giornata mondiale contro il cancro, alla presenza della direzione strategica di ASST Valle Olona (oltre alla DG, il direttore sanitario Stefano Schieppati, il direttore sociosanitario John Tremamondo e il direttore amministrativo Stefania Stigliano), ma anche delle numerose associazioni che sostengono l’attività del day “hospital” e collaborano attivamente con i loro volontari, vale a dire la LILT del presidente Ivanoe Pellerin, AIL, Dudù for You, Saronno Point e Fondazione Renata Quattropani ETS. «Spazi più accoglienti per pazienti fragili» li definisce la DG Bianchi. Al piano terra del padiglione Shapira ci sono quattro sale terapie (arredate con le 14 poltrone donate da Dudù for You in sostituzione dei più ingombranti letti) e gli studi medici, mentre al piano “meno 1” trovano spazio la sala prelievi e medicazioni e le sale visite, oltre ad «una grande sala riunioni» fortemente voluta dal direttore Elisabetta Todisco per valorizzare le sinergie tra medici e infermieri del day hospital e dei reparti ai piani superiori, oltre a quelli che verranno.

Il polo emato-oncologico

La logica è quella di concentrare tutta l’attività «emato-oncologica», come la definisce la dottoressa Todisco, in un unico polo. «Il fatto di essere all’interno di una palazzina di quattro piani che, con la prossima futura ristrutturazione, saranno totalmente dedicati all’emato-oncologia, consente un lavoro di equipe molto più semplice – spiega il direttore di struttura complessa – grazie ai fondi di AIL, l’Associazione Italiana Leucemie Acute, potremo ristrutturare le camere sterili, il che ci consentirà l’apertura di un centro per le leucemie acute per il trapianto che sarà un fiore all’occhiello per la struttura e un’occasione per i pazienti del territorio di non doversi spostare per le cure». Una donazione da 700mila euro per realizzare due camere sterili che consentiranno all’Ematologia di crescere ulteriormente, migliorando il percorso di cura e proseguendo lungo il cammino dell’eccellenza che già contraddistingue la Struttura Complessa.

Verso il Grande Ospedale

Novità che servono anche a «“sfatare” il mito che gira in città di un ospedale in dismissione», come fa notare l’assessore al personale Mario Cislaghi, in fascia tricolore in sostituzione del sindaco Emanuele Antonelli. «È bene far sapere che l’ospedale, al di là della nuova struttura che verrà tra qualche anno, continua ad operare e a rinnovarsi e a fare un lavoro splendido». Lo conferma con le sue parole il direttore generale Daniela Bianchi, ringraziando in particolare l’ufficio tecnico che è “sotto pressione” per i tanti progetti e cantieri in corso in ospedale: «Stiamo mettendo a posto la struttura di Busto Arsizio pezzettino per pezzettino in attesa poi di avere il Grande Ospedale, che speriamo sia tra breve».

Il rito della “campana”

Attivo dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.30, il centro diurno somministra chemioterapie oncologiche ed ematologiche, terapie target o terapie di supporto. Qui vengono curati tumori solidi ed ematologici, con una prevalenza di leucemie, linfomi, mielomi, piastrinopenie, sindromi mieloproliferative croniche e mielodispastiche. Nel nuovo centro ha trovato posto anche un’originale tradizione che da un paio d’anni era stata “inaugurata” nei vecchi spazi del padiglione azzurro, quella del “rito” della campana da suonare a fine terapia. «Un bel momento da condividere insieme» spiegano le infermiere del centro, che hanno preso l’abitudine di una foto-ricordo con i pazienti che completano i loro cicli di terapie e tornano alla loro vita di tutti i giorni. Foto che vengono appese su una bacheca che ha un significato simbolico fortissimo anche per chi si approccia alle terapie emato-oncologiche.

Busto, Dudù for you dona 13 poltrone al day hospital oncoematologico

busto arsizio day hospital onco-ematologico – MALPENSA24
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