SAMARATE – È festa a metà per la nuova maggioranza del sindaco Alessandro Ferrazzi. Come da ormai consolidata tradizione samaratese, la seduta di insediamento si interrompe dopo che non viene raggiunta la maggioranza dei due terzi per le elezioni del presidente del Consiglio comunale. Luca Macchi, il leader di Samarate al centro designato dalla coalizione Ferrazzi, ottiene infatti solo i voti della maggioranza mentre l’opposizione di centrodestra fa convergere i suoi figli sull’altro candidato sindaco civico Alessandro Cenci. E la seduta così viene rimandata a giovedì prossimo, 18 luglio, alle 21.
Scambio di auguri

C’è solo il tempo per i convenevoli di inizio mandato. Il sindaco Alessandro Ferrazzi ringrazia tutti e invoca subito «un forte spirito di collaborazione per il bene della città e dei cittadini», ma anche un invito ad «adoperarci per un’ampia partecipazione democratica, spero nelle commissioni consultive». Il suo predecessore Enrico Puricelli gli fa un “in bocca al lupo” sincero e schietto: «So che sarai un ottimo sindaco. Se posso darti un consiglio, ama la tua città ma non trascurare mai la famiglia. Non fare l’errore che ho fatto io». C’è spazio anche per aprire il microfono al sindaco dei ragazzi Marco Merlo: «Spero che faccia un buon lavoro per la comunità» il saluto al suo nuovo omologo “dei grandi”.
La nuova location

La novità della prima seduta, presieduta dal consigliere “anziano” Valentino Celotto (Lega), è la location, fortemente voluta dal neo-sindaco Ferrazzi: l’atrio del Municipio. «Avevo il sogno di aprire porte del Municipio e di portare il consiglio comunale in questo luogo simbolo, che è il più consono». La sala è gremita di cittadini, e le prime schermaglie tra maggioranza e opposizione sono addirittura sulla delibera di proclamazione degli eletti, con l’ex sindaco Leonardo Tarantino che fa le pulci sulla sintassi. Poi chiede conto dell’incompatibilità del sindaco Ferrazzi con la sua professione di perito. E il primo cittadino assicura: «Ho provveduto ad avvisare il mio collegio professionale subito dopo il ballottaggio per farmi avere la procedura corretta. Non posso operare sul territorio di Samarate, ma solo negli altri Comuni. Chiuderò le pratiche aperte e per quelle in corso comunicherò ai clienti la rinuncia».
Lo scontro sulla presidenza

La seduta si accende sul voto a scrutinio segreto per la presidenza del consiglio. Lo statuto prevede la necessità dei due terzi in prima votazione, pena la necessità di interrompere e riconvocare la seduta. Il capogruppo di maggioranza Sergio Broglia avanza il nome di Luca Macchi: «Ha esperienza, conosce il senso di ruolo, ha già ricoperto un ruolo analogo in provincia, ha già lavorato con persone che siedono in minoranza. Può essere elemento di equilibrio e garanzia per tutti». Ma per l’opposizione è Tarantino a bocciare il metodo più che la figura di Macchi: «Non si è fatto nulla per tentare una condivisione, a va ricordato che il centrosinistra nelle ultime tre tornate aveva chiesto una figura di garanzia assegnata alla minoranza. Voi avete cambiato idea, noi siamo coerenti e riteniamo giusto che sia una figura appartenente alla maggioranza. Ma qui la decisione era già stata presa prima del ballottaggio. Non potete chiederci di condividere questa scelta». Così il centrodestra sceglie come proprio “cavallo” Alessandro Cenci, che è seduto proprio a fianco di Luca Macchi nei banchi della maggioranza. Finisce 10 voti a 6 per il candidato di Samarate al Centro. Tutto da rifare, stesso posto stessa ora tra sette giorni.
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