GALLARATE – «Abbiamo subito un vile agguato da parte di estremisti di sinistra mascherati ed armati di bastone, ci siamo difesi ed il morale è alto». Con queste parole Andrea Ballarati, uno dei principali organizzatori del Remigration Summit ospitato al Teatro Condominio di Gallarate lo scorso 17 maggio, annuncia di essere stato aggredito lo scorso fine settimana in Canton Ticino.
Grigliata di patrioti
Da quanto riferisce il 23enne comasco, originario di Busto Arsizio, l’agguato è avvenuto in un piccolo villaggio montano della Svizzera italiana mentre si trovava a «una grigliata conviviale con un gruppo di giovanissimi patrioti» di Ticino Vivo, associazione identitaria locale, e della sua creatura, l’italiana “Azione, Cultura, Tradizione”.
«Sono spuntati dal nulla – racconta – hanno isolato i membri del gruppo presenti e hanno iniziato a pestarci. Ho ricevuto diversi colpi alla schiena e devo dire un bel colpo al volto come potete vedere dalla mia faccia gonfia». E ancora: «Hanno provato ad intimidirci e farci del male pensando di trovare dei codardi come loro: hanno fallito. Noi continueremo a difendere la nostra identità e a spingere la remigrazione».
Bersagli dopo il summit
Secondo Ballarati, la matrice politica dell’agguato è chiara. «La sinistra perde posizioni, non sono più in grado di opporsi alla nostra continua avanzata se nel campo metapolitico e mediatico. Stanno andando nel panico e la violenza si sta diffondendo a macchia d’olio». Mentre la colpa, secondo l’organizzatore del Resum di Gallarate, è di chi ha criticato il suo evento al Teatro Condominio: «Vorrei far notare come la campagna di fango mossa da parte dei media italiani e anche dei media esteri nei confronti miei, della mia organizzazione e di tutti coloro che erano coinvolti nell’organizzazione di un summit pacifico, abbia contribuito a renderci dei bersagli. Quindi in tutto questo sistema i media sono l’ingranaggio fondamentale per fomentare la violenza e portarla nelle strade contro soggetti di interesse, contro istituzioni contro partiti politici». E conclude: «Qualsiasi tentativo di intimidazione e di violenza non andrà a buon fine. Noi siamo convinti di essere dalla parte della verità e noi alla fine vinceremo».
La solidarietà della Lega
Sulla vicenda è immediatamente intervenuta la Lega. «Solidarietà a Ballarati e ai ragazzi aggrediti dalle zecche rosse: come al solito la violenza è quella dei “pacifisti” antifascisti», scrive su Instagram il segretario provinciale, il sindaco di Gallarate Andrea Cassani. Di seguito invece la nota integrale firmata dall’europarlamentare della Lega Isabella Tovaglieri:
Esprimo la mia più ferma condanna per la vile e brutale aggressione subita da Andrea Ballarati, promotore del Remigration Summit di Gallarate, al quale ho avuto l’opportunità di partecipare. Un’aggressione che ha il sapore amaro dell’intolleranza ideologica e della violenza politica.Da anni ormai assistiamo a un clima sempre più avvelenato, in cui la sinistra italiana – spesso con toni sprezzanti, insinuazioni e accuse infamanti – contribuisce ad alimentare l’odio nei confronti di chi non si allinea al pensiero dominante. Veniamo etichettati come razzisti, ignoranti, indegni di parola. Ma la criminalizzazione dell’avversario politico non è solo pericolosa: è il terreno fertile su cui certa sinistra radicale trova giustificazione per passare dalle parole ai fatti.Non possiamo più ignorare questa escalation: il ritorno di una violenza politica che richiama i tempi bui degli anni di piombo deve preoccupare tutti, al di là degli schieramenti. Mi auguro che il Partito Democratico e gli altri esponenti della sinistra prendano le distanze in modo netto da simili episodi e che smettano di usare un linguaggio divisivo e carico di livore.Ad Andrea va tutta la mia solidarietà, umana e politica. La democrazia si difende anche così: condannando ogni forma di violenza e difendendo il diritto alla libertà di espressione, sempre.
Remigration a Gallarate, ecco chi lo ha permesso. Dito medio e bagarre in aula
«Non ci facciamo intimidire». Pd e +Gallarate querelano Deport Them Now
Saluto gladiatorio davanti al teatro. I volti del Remigration summit a Gallarate
