LONATE POZZOLO – Da X Factor a Malpensa 24 e alla Fondazione Iseni. Manuel Agnelli, fondatore e voce degli Afterhours, una delle icone del rock indie degli anni Ottanta e Novanta e ora giudice a X Factor è stato oggi (lunedì 23 dicembre) ospite nella redazione di Malpensa 24.
Oltre agli auguri a Malpensa24 e al suo editore Fabrizio Iseni, Manuel Agnelli ha ripercorso gli anni eroici del rock, la scena musicale in cui sono nati e cresciuti gli Afterhours parlando anche del suo attuale ruolo in un contesto mediatico e culturale, fino a pochi anni fa, impensabile anche per lui.
Gli auguri di Agnelli a Malpensa 24
Dall’underground a X Factor
«Abbiamo iniziato a suonare in un contesto sociale in cui c’erano ancora tensioni politiche che, purtroppo, stanno tornando anche di questi tempi. C’era anche una grande creatività e l’underground era davvero molto interessante e lontano dal mainstream e della tv generaliste». Agnelli disegna così gli anni in cui con gli Afterhours inizia a farsi spazio sulla scena musicale italiana. Anni in cui si muovevano, qualcuno prima, qualcuno qualche anno dopo, anche Litfiba, Cccp Fedeli alla Linea e Marlene Kuntz (solo per citarne alcuni).
«La mia presenza a X Factor? Tutti i dubbi sono legittimi, però se da un lato i media generalisti annacquano il messaggio, dall’altro chiamarsi completamente fuori ha portato a un’autoghettizzazione di quasi tutta la nostra generazione. Credo – ha detto Agnelli – che invece ci si debba anche “sporcare le mani”, restare tra la gente e parlare un linguaggio comprensibile. X Factor è una delle poche occasioni, anzi trasmissioni per parlare di musica in Tv».
