Lo chiamiamo tartufo bianco di Alba, ma in realtà il suo nome latino è tuber magnatum tico. Differente dal più comune tartufo nero (presente anche in altre regioni d’Italia), il magnatum pico ha conquistato con il suo profumo le tavole di tutto il mondo. E’ talmente pregiato che il suo prezzo è da capogiro, a seconda dell’annata, del periodo e di altri fattori: la cifra per l’acquisto può superare i 4mila euro al chilo. L’autunno è la sua stagione: “sboccia” di nascosto sotto terra e solo i cani da tartufo addestrati sanno scovarlo e, con l’aiuto del trifulau, lo portano alla luce. Il tartufo è profumo e questa è la sua arma per farsi trovare e per diventare il re delle nostre tavole.

La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, quest’anno alla sua 93esima edizione, aperta il sabato e la domenica, è una delle principali vetrine dell’alta gastronomia e delle eccellenze italiane: iniziata il 7 ottobre, terminerà il 3 dicembre in concomitanza con il termine della stagione dei tartufi bianchi.
A impreziosire il tutto, i Cooking Show, pronti ad accogliere, nel consueto clima di raffinata familiarità – anche grazie alla collaborazione dei giovani studenti di Alba Accademia Alberghiera – le creazioni gourmet nate dall’estro sapiente di grandi firme della cucina nazionale e internazionale, oltre ai seminari di Analisi Sensoriale del Tartufo – esperienza immersiva che consente di conoscere in modo semplice, ma profondo, le caratteristiche del tartufo e le Wine Tasting Experience dedicate ai grandi vini di Langhe, Monferrato e Roero –; tanti gli chef pronti a firmare i numerosi Cooking show, lasciandosi sedurre e ispirare dall’aroma del nostro diamante più prezioso.

Cuore della Fiera è il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, luogo ideale per apprezzare e acquistare i tartufi del territorio direttamente da tutti i venditori presenti (trifulau o commercianti), con la supervisione e il supporto della Commissione Qualità, nominata ogni anno dal Comune di Alba: questo organo competente è composto da giudici esperti, selezionati dal Centro Nazionale Studi Tartufo, che redige un regolamento per normare la vendita. Oltre al tartufo, si possono acquistare i migliori prodotti agroalimentari del territorio ed i pregiati vini di langhe Monferrato e Roero.

Il tartufo non può contare sulla bellezza come i fiori, il suo è un mondo buio, umido, freddo, senza colore, silenzioso e solitario. Può contare solo sulle sue molecole odorose che si propagano e che inebriano. Un piccolo miracolo che nasce dalla perfetta combinazione di spore, radici, terra e agenti atmosferici.
Per scoprire i segreti del tartufo si può partecipare ogni lunedì alla lezione “Analisi Sensoriale del Tartufo” che si tiene fino al 4 dicembre alle ore 11, presso l’Ufficio Turistico di Alba in Piazza Risorgimento, 2. In circa un’ora e mezza si impara a distinguere i profumi, a valutare la forma, la consistenza. Lo si guarda, tocca, annusa, poi lo si graffia, lo si inspira, lo si rotea. L’analisi sensoriale mette in gioco tre dei nostri cinque sensi: vista, tatto e olfatto. Con gli occhi si ammirano le forme, il colore e si apprezza l’armonia. Con le mani si valuta la sua compattezza. Con il naso si va alla ricerca del suo codice chimico che arriva dritto in quell’angolino del cervello che stimola le emozioni. Per i maestri è una vera vocazione al punto da saper riconoscere la più piccola inflessione aromatica: miele, aglio, terra bagnata, fieno, fungo, spezie, frutti o ammoniaca, il tutto a comporre un ventaglio di sensazioni semplici e di intensità ed ampiezza variabile che sono alla base della sua fragranza unica e attraente. Si tratta quasi di un gioco, divertente, goloso e anche un po’ sensuale. Insieme all’esperto si compila una scheda, quasi una pagella, mettendo i “voti”. A seconda del punteggio (e del peso) il tartufo avrà anche un prezzo.

Alla Fiera del Tartufo ci si può rivolgere in ogni momento alla Commissione per sapere se il prezzo richiesto per il tartufo è “giusto”. Si tratta di cifre importanti, quindi ogni acquisto è garantito grazie all’organizzazione fieristica.

Altri eventi legati al tartufo sono le serate dedicate alle “Eccellenze del Piemonte in vetrina”, progetto ideato da Visit Piemonte con la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, promosso da Regione Piemonte e realizzato in collaborazione con le Agenzie Turistiche Locali del territorio, con l’idea di coinvolgere per questa quarta edizione gli Istituti alberghieri piemontesi, tra cui la scuola “AFP Colline Astigiane” con sede a Agliano Terme, Asti ed Alessandria dove gli aspiranti chef imparano fin da subito ad esaltare i piatti con la bacchetta magica delle scaglie di tartufo.

Da non dimenticare la giornata clou, l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, che domenica 12 novembre, al castello di Grinzane Cavour vedrà protagonista assoluto il Tartufo Bianco d’Alba, insieme ai grandi vini di Langhe, Roero e Monferrato, la più grande accoppiata per la promozione di questo territorio nel mondo. L’Asta è anche solidale: dal 1999 sono stati raccolti oltre 6 milioni 300 mila euro, devoluti a enti e progetti solidali in Italia e nel Mondo. Anche quest’anno, i lotti più pregiati del tuber magnatum pico andranno all’incanto, in abbinamento ai grandi formati dei vini dei produttori aderenti al Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. In occasione della 24ª edizione dell’Asta, organizzata dall’Enoteca Regionale Piemontese Cavour, grazie al prezioso supporto della Regione Piemonte, dell’Enit-Agenzia Nazionale Italiana del Turismo, dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, del Centro Nazionale Studi Tartufo e dell’Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei Vini di Alba, ci saranno anche collegamenti con Hong Kong, Vienna, Singapore e per la prima volta da Francoforte.
Info: https://www.visitlmr.it/it
