ALBIZZATE – È un’idea che ad Albizzate tiene banco da anni. E, dopo tanto tempo, il museo contadino (foto di repertorio) sembra finalmente pronto a muovere i primi passi per diventare qualcosa più di una semplice suggestione. Con la pubblicazione dell’invito alla manifestazione di interesse, la giunta del sindaco Mirko Zorzo ha dato il via al percorso che dovrebbe portare alla redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica per trasformare una parte di Ca’ Taverna in un “Museo della cultura materiale contadina”. Un programma per cui «l’importo dei lavori da realizzare per l’adeguamento dell’immobile è stato stimato in prima approssimazione in circa 940.000 euro», recita l’avviso.
Un museo in pieno centro
Nello specifico, il progetto dovrebbe prevedere la trasformazione in museo di «una parte posta al piano terreno e al primo piano del Municipio in piazza IV Novembre». Operazione per cui sarà necessario mettere in conto «interventi edilizi di adeguamento strutturale, manutenzione straordinaria e risanamento conservativo», oltre alla valutazione di un «allestimento museografico del materiale in possesso del Comune». Materiale che, tempo fa, il Comune di Albizzate acquisì dalla Provincia di Varese, ottenendo una selezione di attrezzi agricoli attualmente custodia al Cubilotto ed esposta al pubblico solo in rare occasioni (come la Festa Contadina dello scorso ottobre). Con la realizzazione di un vero e proprio museo, sarebbe finalmente possibile valorizzare gli elementi della collezione, consegnando – inoltre – agli albizzatesi un luogo di cultura e tradizione.
La manifestazione di interesse
La pubblicazione dell’avviso costituisce una fase preliminare alla procedura di gara, con lo scopo di individuare i professionisti interessati ad essere invitati a presentare successivamente un preventivo. Si tratta, insomma, di una ricerca di mercato che non vincola in alcun modo l’ente. Tant’è che, come specificato nell’avviso: «il Comune si riserva la facoltà di sospendere, modificare, revocare o annullare la procedura e di non dar seguito all’affidamento, senza che possa essere avanzata alcuna pretesa dai soggetti interessati». Sono invitati a partecipare «gli operatori economici per l’affidamento dei servizi di architettura e di ingegneria in possesso dei requisiti di ordine generale e con esperienza documentabile di almeno tre anni nella progettazione museografica e di allestimenti espositivi». Per poter prendere parte, sarà necessario manifestare il proprio interesse entro il 16 febbraio.
Il progetto
La redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica dovrà essere organizzata in due fasi. Occorrerà una prima fase di conoscenza e analisi dell’ente, «che comprenderà un dettagliato rilievo architettonico e strutturale dell’immobile e la valutazione della sua vulnerabilità sismica». Successivamente, si potrà passare alla fase progettuale, con la redazione di un programma che comprenda «l’insieme degli interventi edili, di verifiche e adeguamenti», il piano economico-finanziario «per la valutazione della sostenibilità economica», e che tenga conto «delle diverse tipologie di possibili fruitori, con strumentazioni di tipo multimediale, l’organizzazione dei contenuti nello spazio disponibile e una ricostruzione del percorso museale».
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