Alfieri (Pd): «L’orco di Forza Italia? Quelli della Lega non facciano le verginelle»

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VARESE – «Non credo alla favoletta delle verginelle leghiste vessate e molestate dall’orco di Forza Italia». Alessandro Alfieri, senatore del Partito Democratico, interviene sulla vicenda mazzette e punta subito il dito contro la Lega. Lo fa in una conferenza stampa nella quale mette sul tavolo la posizione dei dem rispetto allo scandalo e all’indagine Mensa dei poveri, che al momento coinvolge gran parte del partito di Forza Italia in provincia di Varese e nell’area metropolitana milanese.

Quadro inquietante

 

Direi perfino allarmante. Ma sui reati indaga la magistratura. Certo che è disarmante vedere da un lato imprenditori e professionisti che cercano scorciatoie e dall’altro una politica malata. Il mio è un commento sulla responsabilità di chi governa questo territorio. Gran parte delle amministrazioni sono guidate dal centrodestra. Forza Italia ne esce pesantemente colpita. Ma ad essere inquietante è il sistema pervasivo e profondo che ne viene fuori, l’occupazione sistematica dei posti di potere. E su questo ci sono responsabilità politiche che vanno ben oltre Forza Italia.

La Lega faccia mea culpa

 

La Lega faccia un mea culpa e gli esponenti del Carroccio si prendano le loro responsabilità. Al governo dei nostri territori insieme a Forza Italia c’era e c’è la Lega. Anch’essa colpita, al momento, in alcuni esponenti di spicco come il governatore Attilio Fontana, ad esempio. I due maggiori partiti del centrodestra in tutti questi anni sono andati a braccetto. Forza Italia da sola, infatti, non ha mai avuto i numeri per vincere e il partito di Berlusconi era un alleato fondamentale. La Lega ha sempre gestito le più grandi partite con Nino Caianiello. A Varese, a Gallarate e a Busto. Quindi ora quelli del Carroccio non facciano le verginelle vessate dall’orco forzista.

Cassani e Antonelli diano un segnale forte

Era Cassani che indicava i nomi per Accam. Non era certo Caianiello. E questo vale anche a Busto con Antonelli, che è anche presidente della Provincia. E che ha il dovere di dare un segnale forte di discontinuità su Alfa e su Accam. E’ necessario azzerare i consigli di amministrazione nelle partecipate coinvolte dall’indagine. Continuando a garantire servizi e operatività a vantaggio dei cittadini. Auspico che questo segnale arrivi quanto prima.

Anche il Pd ai tavoli

Anche il Partito Democratico, seppur il più delle volte in opposizione, sedeva ai tavoli politici provinciali in cui era presente Nino Caianiello. Insomma, il grande accusato forzista era riconosciuto come interlocutore anche dai dem. Ma su questo Alfieri frena: «Io non ho mai partecipato a quei tavoli, ma mi dicono che la coordinatrice di Forza Italia Lara Comi non era mai presente. Ma delegava sempre Caianiello. Detto questo, c’è però una differenza enorme tra sedersi ai tavoli nelle sedi di partito e in quelli istituzionali in cui ci si confronta sui temi delle partecipate e si discute insieme delle persone che le devono governare. Cosa diversa è andare in un bar e decidere insieme le sorti delle amministrazioni locali e le carriere dei professionisti, e magari per ogni incarico chiedere la decima come emergerebbe dalle inchieste. Sono due cose diverse: il sole e la luna.

Cosa faranno ora i dem

La prima cosa è chiedere appunto l’azzeramento delle partecipate. E poi il Partito Democratico deve alzare ancora di più la guardia rispetto a questi fenomeni. Che nella nostra provincia ci fosse un sistema di potere che comandava era chiaro. Nessuno immaginava fosse di queste dimensioni. E non lo potevamo sapere. Ora serve un segnale forte da parte di tutti i partiti.

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