ARONA – La Lega che sta seduta nei salotti dell’economia che conta, che esibisce il suo volto più “Chicago boys” e euroscettico e affida quasi solo al saluto iniziale del sindaco di Novara Alessandro Canelli il richiamo alle radici sociali e all’attenzione ai fragili. Sono gli “Stati generali dell’economia“, il talk show organizzato da sedici anni da Alberto Gusmeroli, sindaco leghista di Arona e presidente della commissione parlamentare attività produttive della Camera.
Un parterre di impronta fortemente neoliberista
A dettare il clima e l’intonazione dei discorsi, il parterre messo insieme dal sindaco- onorevole in un teatro San Carlo venerdì sera affollato, alla faccia della serata delle cover di Sanremo.
Sul palco anzitutto il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti e con lui l’amministratore delegato e direttore generale di Enel, Flavio Cattaneo; il presidente di Federacciai e advisor di Confindustria, Antonio Gozzi; il presidente e fondatore di «Nomisma Energia» Davide Tabarelli; Alberto Bagnai, economista e presidente della Commissione parlamentare di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale. Presente anche il capogruppo del Carroccio alla Camera, Riccardo Molinari, l’unico che ha introdotto uno sguardo anche al mondo agricolo.
Tra orgoglio e rivendicazione, ecco i piani per il futuro
Un po’ di orgoglio per i risultati rivendicati («io – ha detto tra l’altro Giorgetti – la fiducia la prendo ogni giorno sui mercati e la posso misurare»), un po’ di rivendicazione («non è bello – ha scandito Bagnai parlando delle difficoltà dell’automotive a suo dire causate dalla scelta della transizione obbligata all’elettrico – dire che noi lo avevamo detto, ma noi lo avevamo detto!») e soprattutto l’indicazione risoluta delle ricette immaginate come uniche efficaci per il futuro dell’industria italiana e internazionale.
La centralità della questione energetica
Centrale il tema dell’energia. Giorgetti, ha posto l’accento sulla stretta correlazione tra energia e sovranità e ha rivendicato con forza la scelta del governo di puntare sul nucleare, definendola una decisione di responsabilità necessaria per garantire la libertà economica del Paese, anche a costo di affrontare critiche nel breve periodo.
Sulla stessa linea si è mosso Flavio Cattaneo, che ha sottolineato l’importanza di un mix energetico bilanciato tra rinnovabili e gas, ma con un avvio immediato della componente nucleare. Cattaneo ha evidenziato le potenzialità degli SMR (Small Modular Reactors), i piccoli reattori modulari capaci di generare energia elettrica in modo strutturalmente sicuro. Secondo l’AD di Enel, questo investimento genererebbe anche una nuova filiera industriale nazionale capace di coinvolgere migliaia di imprese.
Gusmeroli in Canada per scoprire i reattori SMR
Proprio per approfondire questa tecnologia, Alberto Gusmeroli ha annunciato che martedì volerà a Ottawa con il suo staff per visitare il primo cantiere al mondo di un reattore SMR. In qualità di presidente della Commissione Attività produttive alla Camera, Gusmeroli ha ribadito che l’abbassamento dei costi energetici è l’unica ricetta contro la delocalizzazione, specialmente per i settori industriali più pesanti che oggi faticano a reggere il confronto con i mercati esteri.
«Vogliamo un’Europa diversa»
L’altro pilastro della dottrina economica che ha dominato il palco aronese, è stato messo in evidenza da Antonio Gozzi, presidente di Federacciai.
«Nessuna grande area industriale nel mondo – ha detto – ha fatto quello che ha fatto l’Europa alla propria industria, non solo nell’automotive, ma anche nella chimica e nel packaging». E ha aggiunto: «Ha detto bene Meloni che é necessario rivedere il green deal. Altrimenti la prospettiva nei prossimi cinque anni é drammatica, si parla di cinque milioni di posti di lavoro persi , con una riduzione drastica delle produzioni di base». «Noi – ha commentato – non siamo antieuropeisti ma vogliamo un’Europa diversa”, per non favorire indirettamente competitor come la Cina.
Su questo punto, Cattaneo ha aggiunto una nota polemica verso i meccanismi di finanziamento europei che, incentivando i pannelli fotovoltaici a basso costo, hanno finito per arricchire i produttori cinesi a discapito della filiera continentale.
Una riflessione sul ruolo delle banche centrali
Giorgetti, echeggiando le scelte dei alcuni player dello scacchiere internazionale ha introdotto anche il tema del ruolo delle banche centrali. «Leggevo questa mattina – ha detto – che in Giappone la nuova presidente eletta, metterebbe in discussione, come ha già fatto Trump, il ruolo dei banchieri centrali». «Noi siamo quelli – ha precisato – che non mettono mai per definizione in discussione questo aspetto. La politica della Banca Centrale ha un valore e lo riconosciamo sempre. Ma c’è un tema di riflessione che va messo sul tavolo perché se parte la competizione valutaria – e credo che sia di fatto partita – abbiamo un bel parlare di dazi del 10 o 15%: cambia completamente il sistema di prezzi relativi con tutto quello che ne consegue».
Ad Arona si è fatto sentire anche il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha inviato un messaggio ai relatori delineando una strategia di protezione per le aziende italiane. Tra i provvedimenti citati, spiccano un piano di transizione da 8,4 miliardi di euro e un decreto Energia da oltre 5 miliardi destinato a stabilizzare i prezzi del gas e ridurre il peso delle bollette. Urso ha confermato che l’Italia chiederà alla Commissione Europea una moratoria su alcune limitazioni per tutelare la competitività nazionale, indicando il 2026 come l’anno chiave per la svolta economica del Paese.
