ARONA – Non è soltanto una questione di decoro urbano, ma piuttosto di civiltà. La comparsa sui muri di Arona di manifesti legati alla campagna “Remigrazione e Riconquista”, promossa da realtà dell’estrema destra tra cui CasaPound (che si era materializzata anche nel capoluogo già nello scorso novembre) ha innescato una dura presa di posizione da parte di un folto cartello di associazioni e realtà civiche aronesi.
L’affondo delle associazioni
In un documento congiunto, siglato da tredici sigle del territorio (tra cui il gruppo consiliare di opposizione di Impronta Civica, insieme ad Anpi, Agesci, Caritas e Legambiente), viene espresso un «profondo sconcerto» per slogan come “Remigrazione unica soluzione” o “Padroni a casa nostra”.
Il nodo del contendere non è la gestione dei flussi migratori, ma il concetto stesso di “remigrazione”: l’idea, cioè, di spingere al ritorno nei Paesi d’origine anche chi risiede regolarmente in Italia.
«Quei messaggi feriscono — scrivono le associazioni — colpiscono donne, uomini e bambini che qui studiano, lavorano e partecipano alla vita cittadina. Si trasmette l’idea che esistano persone meno legittimate di altre a vivere dentro una comunità».
Uno schiaffo anche ai turisti
Il fronte del “no” ai manifesti allarga il campo anche all’immagine della città: «Chiediamo scusa ai tanti turisti che scelgono Arona e il Lago Maggiore come luogo di bellezza e che oggi si trovano davanti messaggi di esclusione e ostilità». Una macchia, secondo i firmatari, sulla vocazione all’accoglienza della “Perla del Lago”.
La richiesta: «Rimuovete quei cartelli»
Il comunicato non si limita alla condanna morale, ma lancia una sfida amministrativa: la rimozione dei manifesti dagli spazi pubblici. «Ci chiediamo quale sia il limite tra libertà di espressione e messaggi che disumanizzano le persone. Anche se burocraticamente complesso, chiediamo che la città decida cosa sia accettabile normalizzare».
L’altra faccia di Arona
La replica della società civile punta tutto sul contrasto visivo: da un lato i manifesti della destra radicale, dall’altro la Festa dei Popoli in programma il prossimo 23 maggio, inserita nel Giro d’Italia per la Pace. «Quella è l’Arona di cui andiamo orgogliosi — conclude la nota — una città che non riduce le persone a uno slogan e che non vuole abituarsi all’idea che qualcuno sia di troppo».
Le associazioni firmatarie
A firmare l’appello che sta circolando nelle ultime ore sono; Impronta Civica, Agesci, ANPI Arona, Artigiani di Pace, Caritas Arona, Comitato Gemellaggi Arona, Legambiente Verbano-Cusio-Agogna, Rete Non di Solo Pane, Insieme si Può, Demos, Agedo Verbania-Arona, Associazione Culturale La Corte dell’Oca, La compagnia del Cinema.
