Asst di Busto, «un modello innovativo» per l’autismo. Solo ad aprile 111 accessi

Le dottoresse Erika Morandi e Mariarosa Ferrario

BUSTO ARSIZIO – ASST Valle Olona: un modello virtuoso per la presa in carico dell’autismo lungo tutto il ciclo di vita. Dalla diagnosi precoce all’inserimento lavorativo, passando per interventi clinici, educativi e sociali personalizzati: ASST Valle Olona ha sviluppato un modello innovativo e integrato per le persone con disturbo dello spettro autistico (ASD) e le loro famiglie, in linea con il Piano Operativo Regionale Autismo di Regione Lombardia.

Chi se ne occupa

Il Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze, diretto dalla dottoressa Lara Ferrari, in collaborazione con la responsabile della struttura Mariarosa Ferrario e la psicologa Erika Morandi, referente aziendale per Autismo e Disabilità, coordina una rete di servizi che accompagna la persona lungo tutte le fasi della vita. Per l’età evolutiva, un ruolo centrale è affidato al Nucleo Funzionale Autismo (NFA), che offre valutazioni diagnostiche di secondo livello, scientificamente validate, in sinergia con i poli territoriali di Neuropsichiatria Infantile e con la rete dei Pediatri di Libera Scelta, garantendo accessi rapidi in fast track.

Numeri e progetti

Nel solo mese di aprile 2025, il NFA ha gestito 111 accessi. Il servizio partecipa anche al progetto multicentrico ASD Outcome, volto a migliorare la qualità degli interventi attraverso strumenti innovativi come la scala CANS. Accanto alla diagnosi, viene garantito un accompagnamento concreto alle famiglie, con monitoraggi evolutivi e il supporto della Comunicazione Aumentativa Alternativa in contesti scolastici e domestici.

«Un modello innovativo»

«Posso affermare con orgoglio che la nostra ASST ha sviluppato un modello innovativo di presa in carico per le persone con disturbo dello spettro autistico e le loro famiglie, lungo tutto l’arco della vita – afferma il direttore sanitario di Asst Valle Olona, John Tremamondo – questo approccio pone la persona al centro, garantendo un percorso altamente qualificato di valutazione diagnostica e specialistica, basato su evidenze scientifiche e realizzato in sinergia con la rete territoriale dei Pediatri di Libera Scelta. Tengo a sottolineare che il nostro piano mira alla valorizzazione della diagnosi precoce, con accessi facilitati e multidisciplinarietà, offre interventi personalizzati e aggiornati, assicura la continuità assistenziale fino all’età adulta, promuove una vera integrazione tra ambito sanitario e sociale, rafforzando la rete dei servizi. Un impegno concreto per garantire equità, prossimità e qualità, sostenendo le famiglie in ogni fase del percorso di vita».

Dall’adolescenza all’età adulta

Per garantire continuità nella presa in carico, l’Equipe di Transizione accompagna il passaggio dall’età evolutiva all’età adulta, evitando interruzioni nei percorsi terapeutici. Il nuovo modello di accesso ai servizi è più snello: non è richiesta la prenotazione tramite CUP né l’impegnativa del medico di base, ma è sufficiente inviare una mail (autismo.adulti@asst-valleolona.it) per essere convocati a un primo colloquio nell’Ospedale di Busto Arsizio. L’équipe multidisciplinare attiva interventi personalizzati: dallo sviluppo delle autonomie personali alle abilità sociali, fino all’inclusione lavorativa e alla risocializzazione sul territorio. Sono previsti inserimenti in contesti occupazionali, collaborazioni con centri diurni e residenziali e progetti innovativi come BookBox, in collaborazione con Autismo Firenze Onlus, che promuove biblioteche inclusive gestite da giovani con autismo. Tra le iniziative anche Autismo al lavoro, Fuori dal Guscio e Interreg, progetti che offrono opportunità concrete in ambito formativo e lavorativo. Al 31 marzo 2025 l’Ambulatorio Autismo Adulti ha registrato 117 accessi, attivando 58 Progetti di Vita, con ulteriori 32 accessi solo tra aprile e giugno.

Un modello replicabile

La UOSD Disturbo Autistico, per Asst Valle Olona, «rappresenta oggi un esempio concreto di sistema pubblico capace di rispondere a bisogni complessi, mettendo davvero la persona, e non solo la diagnosi, al centro. Una sfida che continua, puntando a rafforzare la transizione tra infanzia ed età adulta, sviluppare nuove professionalità e costruire risposte sempre più su misura».

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