BUSTO ARSIZIO – «Su via Meda non nascondo il mio disappunto, ma non si può fermare quel bando». Alex Gorletta, capogruppo della Lista Antonelli, esce allo scoperto sul caso della “via Gluck” di Beata Giuliana, il suo quartiere, e lo fa senza troppi giri di parole. Una presa di posizione che arriva dopo settimane di pressing e domande in maggioranza, dettati dalla consapevolezza che quel lotto è solo «un ingranaggio di un PGT che si è mosso lontano dalla mia delega e fuori dal mio raggio d’azione». Incassato il colpo, Gorletta sceglie la via del realismo e rilancia per blindare il resto del quartiere: «Ora la mia priorità è presentare una mozione affinché tutto il ricavato di quel lotto venga reinvestito immediatamente nel quartiere, a partire da un nuovo parco in via Minghetti attorno al Palaginnastica».
«Adesso parlo io»
La strategia
Il bando per l’asta della “ricollocazione volumetrica” è già in corso – scadrà ai primi di febbraio – e ci sono le legittime aspettative degli operatori che hanno diritti edificatori da far “atterrare”. «A quel punto – rivela Gorletta – il mio compito è stato di non subire passivamente la scelta, ma di agire per portare a casa un risultato per il quartiere. Se la procedura deve andare avanti, che lo faccia all’insegna della qualità edilizia contro l’incuria: oggi quel prato è spoglio e non è vivibile. Ma soprattutto: sacrificando un’area già urbanisticamente compromessa, dobbiamo ottenere per compensazione il salvataggio di altre tre zone del rione che oggi sono ancora edificabili. Occorre blindarle come verde pubblico, sottraendo al cemento aree vergini che altrimenti farebbero la stessa fine. Ringrazio l’ufficio tecnico, l’assessore Folegani e il sindaco Antonelli per aver ragionato in modo proattivo su questa soluzione».
Ora una mozione
Realismo
Resta il disappunto ma anche la consapevolezza che dire soltanto “No” rischierebbe di lasciare il quartiere con un pugno di mosche in mano: «Capisco chi firma la petizione, in tempi non sospetti l’avrei firmata anche io, ma il mio ruolo istituzionale mi ha imposto, e mi ha permesso, di lavorare dietro le quinte e di provare a individuare una soluzione che possa tutelare concretamente, e non solo a parole, il verde del quartiere. A differenza di chi cavalca la protesta per ragioni elettorali, io sto lavorando perché, bilancio alla mano, Beata Giuliana ne esca finalmente riqualificata e salvaguardata».
Beata Giuliana, la via Gluck di Busto: un prato all’asta, arriva altro mattone
