Beata Giuliana oltre il cemento, Gorletta: «I soldi dell’asta per un vero parco»

Il prato in fondo a via Meda e a destra Alex Gorletta

BUSTO ARSIZIO – «Su via Meda non nascondo il mio disappunto, ma non si può fermare quel bando». Alex Gorletta, capogruppo della Lista Antonelli, esce allo scoperto sul caso della “via Gluck” di Beata Giuliana, il suo quartiere, e lo fa senza troppi giri di parole. Una presa di posizione che arriva dopo settimane di pressing e domande in maggioranza, dettati dalla consapevolezza che quel lotto è solo «un ingranaggio di un PGT che si è mosso lontano dalla mia delega e fuori dal mio raggio d’azione». Incassato il colpo, Gorletta sceglie la via del realismo e rilancia per blindare il resto del quartiere: «Ora la mia priorità è presentare una mozione affinché tutto il ricavato di quel lotto venga reinvestito immediatamente nel quartiere, a partire da un nuovo parco in via Minghetti attorno al Palaginnastica».

«Adesso parlo io»

Hanno parlato in tanti, a proposito del prato in fondo a via Meda di fronte al Sempione già ipertrafficato e condannato al cemento, non Alex Gorletta, che di Beata Giuliana è la voce in sala esagonale. Ora tocca a lui: «La preoccupazione di chi vede sorgere l’ennesimo palazzo è la mia – afferma Gorletta  – ed è un tema di cui abbiamo discusso a lungo in maggioranza, senza dover per forza apparire. Se avessi avuto io la competenza diretta o se si fosse potuto intervenire prima, avrei cercato una soluzione diversa, ma mi sono trovato davanti a una situazione cristallizzata: quell’area è edificabile dagli anni ’70, già a destinazione residenziale da 30 anni e, se gli uffici hanno valutato positivamente l’iter, alla luce della stesura del nuovo PGT, come consigliere mi sono trovato con le mani legate di fronte a decisioni tecniche e politiche già impostate».

La strategia

Il bando per l’asta della “ricollocazione volumetrica” è già in corso – scadrà ai primi di febbraio – e ci sono le legittime aspettative degli operatori che hanno diritti edificatori da far “atterrare”. «A quel punto – rivela Gorletta – il mio compito è stato di non subire passivamente la scelta, ma di agire per portare a casa un risultato per il quartiere. Se la procedura deve andare avanti, che lo faccia all’insegna della qualità edilizia contro l’incuria: oggi quel prato è spoglio e non è vivibile. Ma soprattutto: sacrificando un’area già urbanisticamente compromessa, dobbiamo ottenere per compensazione il salvataggio di altre tre zone del rione che oggi sono ancora edificabili. Occorre blindarle come verde pubblico, sottraendo al cemento aree vergini che altrimenti farebbero la stessa fine. Ringrazio l’ufficio tecnico, l’assessore Folegani e il sindaco Antonelli per aver ragionato in modo proattivo su questa soluzione».

Ora una mozione

Ma Gorletta sa che, con una petizione da più di 600 firme già avviata e una mobilitazione politica in pieno svolgimento, rischia di apparire come una risposta insufficiente rispetto alle preoccupazioni del quartiere. E allora non si accontenterà: «Presenterò una mozione per far sì che gli introiti dell’asta del prato di via Meda rimangano qui, vincolati interamente a interventi nel rione, con l’obiettivo di finanziare la creazione di un parco vero, attrezzato e vivibile nell’area a fianco del Palaginnastica: un’oasi sicura per le famiglie e i bambini». Sul fronte del traffico, che è un altro motivo di allarme per il quartiere tra nuovo ospedale, RSA, Palaginnastica e nuovi palazzi, Gorletta può invece lavorare in prima persona come consigliere delegato alla viabilità per «restituire ordine e valore ad una zona che aspetta risposte da troppo tempo alla luce di progetti urbanistici di grande impatto».

Realismo

Resta il disappunto ma anche la consapevolezza che dire soltanto “No” rischierebbe di lasciare il quartiere con un pugno di mosche in mano: «Capisco chi firma la petizione, in tempi non sospetti l’avrei firmata anche io, ma il mio ruolo istituzionale mi ha imposto, e mi ha permesso, di lavorare dietro le quinte e di provare a individuare una soluzione che possa tutelare concretamente, e non solo a parole, il verde del quartiere. A differenza di chi cavalca la protesta per ragioni elettorali, io sto lavorando perché, bilancio alla mano, Beata Giuliana ne esca finalmente riqualificata e salvaguardata».

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