Un Piano Italia per Beko: l’azienda valuta investimenti per 300 milioni

beko urso 300 milioni
Il tavolo su Beko al Mimit

ROMA – Un investimento di 300 milioni per l’Italia. È quanto sta valutando Beko che ha così risposto alla richiesta del ministro Adolfo Urso di salvaguardare i siti italiani giunta dal tavolo al Mimit convocato nel pomeriggio di oggi, giovedì 30 gennaio. L’azienda ha confermato che in Italia saranno basati importanti centri di Ricerca e sviluppo, quali il Centro globale del design industriale di Beko ed il centro globale per la categoria cooking. Obiettivo «rendere sostenibile la presenza in Italia nel lungo periodo». I sindacati apprezzano il segnale di apertura, ma assicurano che «la lotta continua».

La richiesta del ministro

Il tavolo, preceduto dalle iniziative di mobilitazione a livello locale e dal presidio dei sindacati fuori da Palazzo Piacentini (nella foto qui sotto), si è aperto con le parole del ministro Adolfo Urso, che ha chiesto ufficialmente a Beko di presentare un “Piano Italia” per far diventare l’Italia il centro delle produzioni di Beko con un investimento di 300 milioni per salvaguardare l’attività produttiva. Se ci sarà l’impegno dell’azienda il Ministero metterà in campo tutti gli strumenti disponibili: questo a patto di un piano serio e in linea con lo strumento del “golden power”. Quindi ha ricordato la collaborazione con l’Unione Europea per salvare l’industria dell’elettrodomestico nel continente tutelando il settore per evitare la delocalizzazione. Urso ha chiesto tempi rapidi per trovare soluzioni e non vanificare gli sforzi, con il prossimo incontro da mettere in calendario entro inizio marzo.

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Beko sta valutando l’investimento

Quindi la parola ai rappresentanti di Beko: l’azienda ha sottolineato che sta valutando un investimento di circa 300 milioni di euro – di cui un terzo sarà destinato alla Ricerca e sviluppo – in funzione di ulteriori discussioni e della stabilità delle proprie attività in Italia. È stato inoltre riconfermato che in Italia saranno basati i centri decisionali europei chiave per le funzioni strategiche, tra cui risorse umane, marketing, supply chain e Information technology. Le attività di consumer care, il Centro europeo per le parti di ricambio e centro di ricondizionamento degli elettrodomestici usati continueranno a operare dall’Italia. È stata quindi confermata la strategicità della presenza produttiva nel paese, concentrandosi primariamente sulla cottura e sulla refrigerazione da incasso. L’azienda ha ribadito la necessità di continuare nel percorso di efficientamento delle strutture italiane al fine di poter ulteriormente ridurre i costi fissi secondo il piano presentato. «Beko Europe – dice la proprietà in una nota – conferma la disponibilità a valutare ulteriori aspetti del piano, che potranno essere compiutamente analizzati una volta emersa chiarezza sulla disponibilità degli strumenti di accompagnamento per i lavoratori e in base alla capacità dell’azienda di poter ridurre il livello dei costi fissi». Quindi Beko ribadisce il proprio impegno «a continuare le interlocuzioni con Governo, Parti Sociali e Istituzioni locali nello spirito di miglior collaborazione possibile, al fine di individuare in modo collaborativo soluzioni concrete che rendano la produzione e le attività che resteranno in Italia ed in Europa sostenibili nel lungo periodo». Per Cassinetta è emerso che i miglioramenti si potranno realizzare se si ridurranno i costi fissi in riduzione del personale per rimanere competitivi anche con gli ammortizzatori sociali.

A Roma c’è anche Varese

Tra i presenti al tavolo romano anche diversi rappresentanti istituzionali del territorio, tra cui il presidente della Provincia Marco Magrini, il sindaco di Biandronno Massimo Porotti e il sindaco di Varese Davide Galimberti. «È stato un incontro proficuo in cui l’azienda ha dichiarato di volere proseguire negli investimenti in Italia, e quindi a Cassinetta, senza alcuna procedura di licenziamento al momento – commentano i tre congiuntamente – la volontà di riaprire la concertazione da parte dell’azienda è frutto del lavoro di squadra fatto in questi mesi da tutte le realtà e le istituzioni della nostra provincia, e della grande qualità del lavoro e della produzione portata avanti dai lavoratori di Cassinetta. Ora dobbiamo continuare il tavolo tra le istituzioni, associazioni di categoria e sindacali, insieme all’azienda, contribuire a costruire un piano industriale concreto e sicuro per il nostro territorio e che renda stabile il futuro di Cassinetta e la storia che rappresenta».

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A sinistra Galimberti e Porotti, a destra Magrini

Schlein incontra i lavoratori

Ad incontrare i lavoratori all’esterno del Mimit la segretaria del Pd Elly Schlein (nella foto sotto). «Vogliamo risposte concrete, vogliamo un piano industriale serio e vogliamo il ritiro di licenziamenti e chiusure», ha detto. Quindi l’onorevole Alessandro Alfieri. «Abbiamo manifestato alle lavoratrici e ai lavoratori delle sedi Beko in provincia di Varese, di Ascoli Piceno e di Siena la vicinanza della comunità del Partito Democratico – commenta il deputato – continueremo a batterci perché cambi il piano industriale della multinazionale turca, salvaguardando i livelli occupazionali e gli investimenti promessi in passato. È stata anche l’occasione per ringraziare i sindacati di settore per l’impegno e il lavoro unitario a difesa di professionalità ed eccellenze che caratterizzano da anni il manifatturiero italiano». Per la Regione presente l’assessore al lavoro Simona Tironi. «Regione Lombardia è in prima linea per difendere il futuro occupazionale di centinaia di famiglie e per costruire soluzioni concrete a una crisi che coinvolge un comparto strategico per il nostro territorio». Il deputato varesino di FdI Andrea Pellicini plaude all’azione del ministro Urso: «Dall’esercizio della Golden Power a questo nuovo rilancio, il Governo sta davvero dimostrando di perseguire l’interesse nazionale, salvaguardando produzione e occupazione».

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Continua il confronto, ma anche la lotta

Al termine dell’incontro le segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm e Uglm hanno diffuso una nota: «Continua non solo il confronto, ma anche la lotta».

La disponibilità di Beko a iniziare un confronto su un nuovo piano industriale, senza aprire la paventata procedura di chiusura e di licenziamento, costituisce il presupposto minimo per iniziare una trattativa. Tuttavia le disponibilità aziendali sono ancora estremamente generiche.

Beko ha parlato di un piano di investimenti più cospicuo pari a 300 milioni di euro, ha fatto intravedere la possibilità di non chiudere Comunanza e di prevedere un percorso di tre anni per Siena, dove comunque ribadisce la volontà di cessare la produzione.
Grazie alla lotta dei lavoratori, Governo e istituzioni locali hanno offerto il loro sostegno a supportare gli investimenti e ad acquistare l’immobile di Siena, garantendone la destinazione industriale.

Rivendichiamo che tutte queste prese di posizione si traducano in proposte concrete già nel prossimo incontro previsto per il 10 febbraio. Finché non sarà garantita la continuità produttiva e occupazionale per tutti i 4.400 lavoratori italiani, continua non solo il confronto ma anche la lotta.

Beko, nel giorno del tavolo a Roma si ferma anche Cassinetta

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