Bellagio, il gioiello del Lago di Como

tra panorami, storia e giardini romantici

Bellagio Copyright (c) 2022 Sean PavoneShutterstock.
Bellagio all'imbrunire (foto Sean PavoneShutterstock).

Elegante e scenografica, Bellagio sembra quasi adagiar­si sulle acque del Lago di Como come una nobildonna che domina il paesaggio. Questo borgo, tra i più celebri del Lario, incanta i visitatori con la sua atmosfera raffinata, i colori vivaci delle case e le vedute spettacolari sul lago. Passeggiando tra vicoli, scalinate e terrazze panoramiche, si capisce subito perché Bellagio sia considerata una delle località più affascinanti del lago.

Bellagio, foto Alessandra Fusé
Bellagio (foto Alessandra Fusé)

I giardini di Villa Melzi, un paradiso botanico affacciato sull’acqua

Tra i luoghi più suggestivi del paese spiccano i Giardini di Villa Melzi, uno straordinario parco storico realizzato all’inizio dell’Ottocento per la famiglia Melzi d’Eril. Creati tra il 1808 e il 1810, questi giardini rappresentano un perfetto equilibrio tra architettura del paesaggio, arte e natura.

Nel corso dei secoli il parco ha conquistato scrittori, artisti e viaggiatori: tra i più celebri estimatori vi fu anche Stendhal, che ne celebrò la bellezza nelle pagine della Certosa di Parma.

Appena entrati, l’attenzione viene catturata da uno degli angoli più scenografici dell’intero giardino: il laghetto giapponese. Circondato da eleganti aceri rossi e piante ornamentali, questo spazio crea un’atmosfera quasi orientale. Un piccolo ponte decorativo attraversa lo specchio d’acqua dove galleggiano ninfee e riflessi cangianti, regalando un senso di quiete e armonia.

Proseguendo lungo i sentieri si incontra anche il Giardino delle Camelie, un’area botanica ricca di circa 250 varietà di questa pianta ornamentale. Dal 2010 è stato avviato un progetto di studio e catalogazione delle camelie presenti nel parco, molte delle quali sono state piantate nel corso di oltre un secolo e mezzo. L’insieme forma una vera e propria area boschiva fiorita che si estende sulle colline sopra il laghetto degli aceri.

Piazza Mazzini e il cuore vivace del borgo

La vita quotidiana di Bellagio ruota attorno a Piazza Mazzini, lo spazio principale del centro storico affacciato direttamente sul lago. Qui si concentrano caffè, ristoranti e negozi, mentre gli edifici colorati con balconi pieni di fiori incorniciano uno dei panorami più fotografati del Lario.

Sulla parte interna della piazza si trovano porticati eleganti che offrono riparo dal sole o dalla pioggia e permettono di passeggiare con calma osservando il via vai dei visitatori.

Addentrandosi tra le vie del centro si arriva alla Basilica di San Giacomo, la chiesa più importante del paese. L’edificio fu costruito tra l’XI e il XII secolo in stile romanico. Nel Seicento subì modifiche in stile barocco, ma nel Novecento venne restaurato riportandolo all’aspetto originario. La facciata a capanna presenta un curioso equilibrio asimmetrico dovuto alla presenza del campanile laterale, realizzato sfruttando una torre difensiva più antica incorporata nelle mura medievali.

Punta Spartivento: il balcone naturale sul Lago di Como

Uno dei punti panoramici più suggestivi nei dintorni del paese è Punta Spartivento, promontorio situato all’estremità settentrionale del cosiddetto Triangolo Lariano, la penisola che divide il Lago di Como nei suoi due rami principali.

Da questo punto il panorama è straordinario: guardando verso est si scorge Varenna, mentre a ovest appare Menaggio, entrambe località celebri per il loro fascino. Il nome “Spartivento” descrive perfettamente la funzione naturale del promontorio, che sembra dividere le correnti d’aria provenienti dalle diverse direzioni del lago.

Di fronte a questa punta si trovava un tempo un affioramento roccioso noto come Sass del Pan, legato a una curiosa vicenda storica. Durante la terribile peste del 1630, lo scoglio veniva utilizzato come punto di scambio tra Bellagio e gli abitanti di Varenna. Qui veniva lasciato il pane destinato alla popolazione colpita dall’epidemia. Per evitare il contagio, il pagamento veniva depositato in un contenitore pieno di aceto, utilizzato per disinfettare le monete. In seguito la roccia fu fatta esplodere perché rappresentava un pericolo per la navigazione sul lago.

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