BESOZZO – «Mentre la presidente della Fondazione Sacro Cuore, Barbara Bini, dichiarava alla stampa che i dipendenti “sarebbero stati onorati”, molti lavoratori risultano ancora in attesa delle retribuzioni arretrate, del trattamento di fine rapporto (TFR) e di risposte formali alle richieste di chiarimento», così gli ex docenti e lavoratori Fondazione Casa Sacro Cuore di Bogno, in una nota diffusa oggi, sabato 28 marzo.
Il 7 agosto 2025, in un’intervista, «la presidente aveva illustrato le motivazioni alla base della chiusura della Casa Sacro Cuore di Bogno, esprimendo rammarico per la situazione e riconoscendo l’impegno del personale. Parole che, secondo gli ex dipendenti, non avrebbero però trovato riscontro nei fatti successivi».
Le criticità segnalate
Secondo quanto riportato dai lavoratori, le ultime buste paga relative ai mesi di agosto e settembre sarebbero state recapitate con errori, senza che gli importi corretti venissero successivamente saldati. Per la rettifica, i dipendenti avrebbero dovuto rivolgersi a consulenti del lavoro, sostenendo spese aggiuntive.
Ulteriori problematiche riguarderebbero il mancato versamento integrale del TFR e la trasmissione di Certificazioni Uniche ritenute non corrette, con conseguenti difficoltà nella gestione della dichiarazione dei redditi.
A ciò si aggiunge, sempre secondo le testimonianze, l’assenza di riscontri alle numerose richieste di chiarimento inviate alla Fondazione attraverso diversi canali. Una situazione che avrebbe spinto alcuni lavoratori a rivolgersi ad avvocati e organizzazioni sindacali, sostenendo ulteriori costi in un contesto già privo di entrate.
La gratitudine non basta
Nel suo intervento pubblico, la presidente aveva definito il corpo docente “ottimo e lodevole”. Un riconoscimento che gli ex dipendenti dichiarano di aver apprezzato, ma che ritengono insufficiente di fronte alle difficoltà economiche e amministrative affrontate.
«La gratitudine non paga l’affitto né copre le spese legali», sottolineano, evidenziando anche le conseguenze pratiche legate agli errori fiscali e alla mancanza di liquidità.
Dalla protesta alle richieste
Per rendere visibile la situazione, alcuni ex lavoratori hanno scelto di esporre striscioni, spiegando che l’iniziativa non è rivolta contro l’istituzione scolastica, ma finalizzata a richiamare l’attenzione sul mancato rispetto degli impegni assunti.
Tra le richieste avanzate figurano:
- il pagamento integrale e corretto degli stipendi arretrati;
- la liquidazione completa del TFR;
- la rettifica delle Certificazioni Uniche.
Una vertenza ancora aperta
La Fondazione Sacro Cuore di Bogno risulta attualmente in liquidazione e la scuola ha cessato le attività. Tuttavia, gli ex dipendenti ribadiscono che la vicenda resta aperta e che continueranno a far valere le proprie ragioni fino all’ottenimento di quanto ritengono dovuto.
