Conosco il sindaco Enrico Bianchi dal 2005, quando si candidò per la prima volta. Enrico è uno dei pochi politici autenticamente e coerentemente credenti che io conosca. Enrico va a messa tutte le domeniche, ma non ostenta la sua fede. È un testimone buono del Vangelo applicato alla più alta forma di Carità, cioè la Politica.
Politica che non è l’arte di Insultare (libro di Arthur Schopenauer), ma è l’arte di amministrare (cioè servire) la cosa e il bene pubblico.
Enrico si è formato alla scuola di grandi presbiteri come don Giovanni Barbareschi, grande intellettuale e prete antifascista, monsignor Gianpaolo Ferrario, a lungo parroco di Castelveccana e dal 1989 al 2006 rettore del Santuario del Carmine di Luino e il canonico Giorgio Marelli, rettore del Santuario del Carmine dal 2009 al 2019.
Enrico rappresenta la migliore tradizione dei cattolici impegnati in politica e si ispira a grandi figure come due grandissimi presidenti del Consiglio democristiani del livello di Alcìde De Gasperi e Aldo Moro.
Il sindaco Bianchi rappresenta la perfetta e virtuosa sintesi tra i valori di Comunione e Liberazione e dell’Azione Cattolica.
Enrico, a cui va tutta la mia stima e solidarietà, non merita di essere deriso pubblicamente.
Ha lavorato indefessamente per cinque anni, e si è completamente dedicato alla nostra amata Città di Luino.
È sbagliato deridere le persone mentre si beve al bar, figurarsi nel dibattito pubblico.
Enrico è stato segretario del PD. E allora? Il PD di Renzi l’ho votato e sostenuto pure io che sono da sempre di centrodestra ed evidentemente, se ha raggiunto il 40%, tanti moderati di centrodestra lo hanno votato.
La lista di Enrico è davvero una lista civica, e conoscendo bene il senatore Alessandro Alfieri e il consigliere regionale Samuele Astuti, e sapendo che Enrico su ogni pratica amministrativa di cui si è occupato (soprattutto quelle in materia urbanistica) ha sempre mantenuto la schiena dritta, so per certo che i dirigenti del PD non faranno nessuna ingerenza sulla eventuale giunta Bianchi II.
Enrico nella sua squadra conta cattolici autentici e impegnati in parrocchia da sempre, come Maria Vittoria Lanella e Giovanni Campoleoni, ma non ha mai strumentalizzato il voto della parrocchia.
Enrico per farsi votare non ha bisogno di ostentare rosari o brandire croci in pubblico, tutti sappiamo che la sua fede è vera e autentica. La parrocchia non si fa tirare per la giacchetta da nessuno.
Il prevosto don Cesare guida in maniera illuminata le cinque parrocchie di Luino, e posso assicurare che mai ha dato indicazioni di voto a nessuno, come del resto tutti i suoi illustri predecessori.
Il presidente della Conferenza Episcopale Italiana e arcivescovo metropolita di Bologna, cardinal Matteo Zuppi, richiamandosi alla Costituzione Pastorale del Concilio Vaticano II, ha affermato che “la Chiesa è per la libertà di Coscienza, non per la libertà di indifferenza”.
Auguro a tutti i luinesi buon voto: si scelgano i candidati in scienza e coscienza, pensando al bene pubblico di Luino per i prossimi cinque anni.
Alessandro Franzetti
già presidente del Consiglio Comunale di Luino
Luino, Casali (Lega): «Che ridere, Bianchi nasconde il PD per i voti dalla parrocchia»
