BUSTO ARSIZIO – Sindaco Emanuele Antonelli, ad agosto Busto e i cantieri chiudono per ferie?
«Abbiamo aperto tantissimi fronti e i termini per finire le opere finanziate dal Pnrr sono strettissimi. Gli uffici continueranno a lavorare. Con tutta la fatica che abbiamo fatto per portare a Busto 140 milioni di euro tra fondi europei, regionali e nostri, ora che vediamo il traguardo dobbiamo stringere i denti e finire».
Tanti i cantieri aperti, riusciranno tutti ad arrivare in porto?
«Guardi, appena eletto sindaco dissi che 5 anni sarebbero stati sufficienti per fare tutto e sono stato cazziato per quella frase. Giustamente, perché facendo il sindaco per due mandati, mi verrebbe da dire che neppure 10 anni bastano per fare tutto quello che abbiamo in testa. Abbiamo fatto tanto, io però vorrei fare anche di più. Certo mi rendo anche conto che la macchina amministrativa di Palazzo Gilardoni sta facendo il massimo».
La sua amministrazione nel secondo mandato sembra aver cambiato marcia. Merito dei fondi Pnrr?
«Non sono d’accordo. Il discorso è che la gente dimentica in fretta le cose fatte. Anzi, dico di più, senza i fondi europei, nei primi 5 anni, in proporzione abbiamo fatto più cose. Penso alla via per Lonate: oggi chi si ricorda com’era conciata? Nessuno, perché ora è tutta in ordine. Io la reputo una delle opere più importanti realizzate.
Per quanto importante, non è un po’ poco citare una strada rimessa a nuovo come opera simbolo del quinquennio per una città come Busto?
«Se le sembra poco, aggiungo la soluzione della Caserma dei carabinieri: abbiamo un presidio nuovo senza aver speso un euro. E ancora: il parcheggio del tribunale e i parcheggi della stazione. Gratis per gli utenti. Non mi pare che a Varese o in altre città ci siano parcheggi riqualificati, a due passi dai binari e non a pagamento. Poi abbiamo rimesso a nuovo almeno cinque scuole, abbiamo rifatto via Milano e risolto l’annosa questione di via del Ponte».
I cantieri attualmente in corso sono visivamente più di impatto. Forse è per questo che si ha la sensazione del cambio passo, non crede?
«Certo, se dovessi partire con l’elenco delle opere in corso farei un elenco lunghissimo. Il palaginnastica, il conventino, l’ex oratorio di Sacconago: dobbiamo solo decidere il giorno dell’inaugurazione. A settembre sveleremo anche la nuova centrale operativa della polizia locale, che sarà una cosa unica in tutta la provincia. Nemmeno Varese ne ha una così moderna e tecnologica. E cosa vogliamo dire dell’area delle Nord? I progetti pubblici e quelli privati sono partiti. Stiamo lavorando anche su piazza mercato, perché lì serve ancora qualche opera per fare il salto di qualità. La faremo».
Nessun tasto dolente?
«Non siamo riusciti a fare tutto. Il mio cruccio è la Manara. Ci abbiamo lavorato, ma la finanza di progetto che ci è pervenuta non ci ha convinto fino in fondo. A settembre prenderemo direttamente in mano la situazione, faremo il progetto e i lavori e poi vedremo come fare per l’affidamento».
C’è chi sogna una gestione “bustocca” per la piscina da parte di Agesp. Possibile?
«Chi crede a questa soluzione non sa quello che dice. L’impianto arriverebbe a costare 1 milione secco l’anno. E poi, il Pubblico, dovrebbe anche assumere personale e non può farlo “a stagione” come invece il privato. Insomma, la situazione non è facile, ma Busto avrà la sua piscina. Vorrei aggiungere una cosa».
Prego?
«Torno per un attimo al giro elettorale in bicicletta che fecero le opposizioni e dico: Caserma? Fatta; palaginnastica? Fatto; Conventino? Fatto; Borri? Partono i lavori, purtroppo non vedrò il cantiere finire da sindaco. Villa Radetzky è l’unica opera alla quale non riusciremo a mettere mano. Toccherà a chi viene dopo di me».
Dopo di lei un sindaco o una sindaca leghista. Da tesserato di Fratelli d’Italia non le spiace vedere un cambio di colore, seppur con un partito alleato?
«La cosa più importante è che continui a governare il centrodestra. L’unico problema, se dovesse accadere, è che lasceremo il sindaco della quinta città della Lombardia a un altro partito, quando invece io ritengo importante mantenerlo. Vediamo cosa decidono i vertici, perché qui, ogni 6 mesi, cambia la situazione».
Ha già iniziato a pensare al suo futuro politico? Milano? Roma?
«A me piace fare il sindaco e al momento tutto il resto potrebbe anche non piacermi. Questo per dire che non ci ho ancora pensato, sono concentrato sulla fine del mandato. Mi piacerebbe non interrompere il mio percorso politico e amministrativo, questo sì. Come proseguirà non glielo so dire. Anche perché do la mia disponibilità, ma poi scelgono i partiti».
Busto, Varese e Gallarate, oltre alle politiche. Il 2027 sarà un anno di fuoco per la politica. Pronto?
«Mi permetto di aggiungere all’elenco anche le elezioni provinciali. Amministrare la Provincia è importante. Oggi a Villa Recalcati comanda Davide Galimberti, invece io vorrei che tornasse nelle mani del centrodestra».
Galimberti? Scusi Antonelli, il presidente è Marco Magrini.
«Certo, Magrini è il presidente, ma chi comanda, possono dire quello che vogliono, è il Partito Democratico. In maggioranza c’è anche Forza Italia, ma chi decide sono Galimberti e il PD. Poi, c’è anche qualche “contentino” per gli altri. Ma io so come vanno le cose».
Elezioni provinciali: il centrodestra per vincere ha bisogno di un candidato autorevole o di ricomporre l’alleanza?
«Io non so cosa intenda fare Forza Italia da grande. Dico però che sarebbe ora di finirla con questi papocchi. Se andiamo uniti, vinciamo noi».
Lei è appena stato alla Versiliana ad ascoltare Vannacci. Lei non teme che il generale porti via voti al centrodestra?
«Io credo che un conto sia quanto accade sul piano nazionale e un altro a livello locale. Le dico di più, a livello locale, penso che non sarebbe complicato lavorare insieme, soprattutto con coloro che, in Futuro Nazionale, hanno esperienza e sanno come funzionano le cose».
Si va bene, intanto però il Generale, ogni giorno cresce e detta la linea anche al centrodestra. Attenzione!
«L’ho ascoltato attentamente alla Versiliana dove c’era tantissima gente. E tra questi, aggiungo, tanti che credono alle favole. Roberto Vannacci dice quello che la gente vuole sentirsi dire. È in campagna elettorale e questo modo di comunicare gli viene facile. Però, nonostante Sallusti l’abbia più volte sollecitato su temi economici, lui ha sempre sviato. Per Vannacci c’è solo la sicurezza, ma chi amministra sa che non è così. E lo sa anche il Generale, ma lui è in campagna elettorale. Quindi, lei ha ragione: attenzione, ma perché di politici con la soluzione pronta all’uso ne abbiamo visti passare tanti».
