Busto, i primi quarant’anni di Mauri Boutique: «I negozi tengono viva la città»

BUSTO ARSIZIO – Quarant’anni di moda in centro città: Mauri Boutique celebra il prestigioso traguardo con una vetrina ad hoc e tanti ricordi. «Il mondo è cambiato ma senza i negozi di vicinato la città muore» sostiene Elisabetta Mauri, la titolare dello storico punto di riferimento per l’abbigliamento donna. Dal 1985 sempre nella stessa sede, in via San Gregorio, e con la stessa commessa, Paola, dal giorno dell’apertura.

Amarcord

Originaria della provincia di Milano – la madre aveva un negozio di abbigliamento a Cuggiono – Betty Mauri è arrivata a Busto Arsizio «per caso», quando un rappresentante di Coveri le ha prospettato di aprire nella piazza bustocca che allora era libera. «Qui c’era una jeanseria che voleva vendere – racconta – così comprai la licenza». Un’altra epoca. In via San Gregorio c’erano ancora le automobili che passavano e sostavano davanti ai negozi. All’inizio trattava abbigliamento uomo/donna, poi dopo una decina di anni solo abiti femminili. «Gli anni migliori? Dal 2000 in poi, sempre in crescendo – racconta la commerciante – avevano tutte le seconde linee dei brand “top” del Made in Italy, ora le hanno tolte e cerchiamo nuovi marchi anche all’estero».

Paola e Chiara

Nel frattempo Betty Mauri si è stabilita fissa a Busto Arsizio. Al suo fianco, da quarant’anni, c’è la commessa Paola, mentre l’altra collaboratrice, Chiara, è qui da 26 anni. «Le ringrazio per il loro impegno. Non è più molto comune avere delle collaboratrici così a lungo. E ringrazio anche la città e i clienti per l’affetto». Ed è completamente cambiato anche il modo di lavorare. «C’è una fortissima crisi nelle aziende della moda – rivela la titolare – oggi siamo alla ricerca continua di nuovi marchi e io mi sto spostando anche sui brand esteri, mentre una volta era tutto Made in Italy». Anche la città è cambiata: via San Gregorio è diventata pedonale e inizia a soffrire con le vetrine sfitte, come quella dell’ex negozio Thun. «Di recente qui vicino ha aperto il parrucchiere, reggiamo ancora – ammette Betty Mauri – sono i negozi come questi che tengono viva la città».

Le sfide

Ma è sempre più complesso e aprire un negozio di abbigliamento oggi è sempre più difficile: «È un impegno in termini di ore di lavoro, dal lunedì al sabato e anche alla domenica nel periodo natalizio – racconta la commerciante – ma soprattutto oggi ci vuole una grande forza economica o una storia, altrimenti partire da zero è praticamente impossibile». E le piattaforme della vendita online rischiano di desertificare il settore: «Io il negozio online non ce l’ho, al massimo spedisco su richiesta. E chi vuole tornare all’acquisto fisico, che è la tendenza attuale, oggi non trova più i negozi. La sfida è riconquistare i giovani».

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