BUSTO ARSIZIO – «La politica è da rilanciare. Non con la preoccupazione della visibilità ma con la sostanza delle opere. Meno disfattismo e più partecipazione». Il Prevosto monsignor Severino Pagani torna a Palazzo Gilardoni per la tradizione benedizione degli amministratori e dei dipendenti comunali (allargata anche alle associazioni di volontariato) e guarda ad un 2026 di lunga campagna elettorale verso le prossime amministrative della primavera 2027. «Serve una visione progettuale altrimenti la partecipazione è debole – il monito del Monsignore alla politica, che è anche un appello – pensate che bello se a Busto ci sarà l’indice di partecipazione al voto più alto d’Italia».
La benedizione
«Un momento significativo e simbolico di incontro tra la comunità cristiana e la comunità civile – lo definisce “don” Severino – un momento di cammino comune attraverso le difficoltà e per far emergere il bene, in contesto in cui i problemi e le fatiche quotidiane non ci permettono di vederlo». Accolto dal sindaco Emanuele Antonelli e dalla presidente del consiglio comunale Laura Rogora, insieme alla giunta quasi al completo (mancano solo, giustificati per gli impegni lavorativi, gli assessori Albani e Colombo) e a diversi consiglieri comunali in rappresentanza dei due schieramenti di maggioranza e opposizione, la guida spirituale della comunità cristiana di Busto Arsizio parla del rapporto tra fede e politica (è lae pone l’accento su una serie di priorità in vista del nuovo anno. «Ho sempre pensato che è questo qua il vero Te Deum» rivela Monsignore, che mostra di gradire particolarmente l’appuntamento con la benedizione a Palazzo.
Il monito del Prevosto
«Dobbiamo rilanciare la politica – il monito del Prevosto e decano della città – esige cultura, competenza e gentilezza, non disfattismo. Dobbiamo ridare stima ma la politica se la deve guadagnare, non tanto con la preoccupazione della visibilità ma con la sostanza delle opere». E un altro messaggio chiaro che Pagani “spiattella” con i suoi modi raffinati di fronte agli amministratori è un appello a «favorire la partecipazione», con l’avvicinarsi delle prossime elezioni amministrative il cui “fiato” si fa già sentire ampiamente. «La prima preoccupazione non deve essere che vinca io o il mio amico, ma che la maggior parte delle persone possa partecipare a questo processo, in modo intelligente e costruttivo. Solo la partecipazione garantisce la vera democrazia». Fino a richiamare l’attenzione su due questioni «strutturali» su cui porre l’accento in modo particolare per il prossimo futuro, gli anziani e i giovani. «Lo sviluppo e l’economia sono importanti – sottolinea monsignor Severino Pagani – ma occorre valorizzare la salute degli anziani e l’educazione dei giovani». Con un messaggio di speranza nei confronti della politica dal basso: «Se lavora bene e snellisce le burocrazie, si arriva a vedere che è un lavoro che dà dei frutti» sostiene il Prevosto, che invita chi amministra a «trattare la città come la propria casa e amare lo spazio pubblico, il decoro, l’ordine, tutto ciò che rende una convivenza più serena».
Il controcanto della politica

La politica dal canto suo parla per voce del sindaco Antonelli, che rinnova la sua «fiducia» nei confronti della giunta e dei consiglieri, ringrazia la “squadra” dei dipendenti comunali che «in questi dieci anni ci hanno aiutato a fare la differenza» e per monsignor Pagani spende parole affettuose: «Mi ha accompagnato in tutto il percorso da sindaco e mi ha aiutato – afferma il primo cittadino – con il suo fare silenzioso basta uno sguardo e capiamo quando qualcosa non va bene. Ci permette di correggere gli errori, ci serve tantissimo in questo percorso che abbiamo fatto e continueremo a fare». Anche la presidente Laura Rogora elogia i dipendenti, per il loro «senso di responsabilità e professionalità, fondamentali», ma anche il volontariato, la cui «passione civica è il segno di quanto sia forte il tessuto connettivo di Busto Arsizio», rivolgendo l’augurio di «un 2026 ancora più uniti e collaborativi». Alla fine il brindisi con un maxi-panettone da quattro chili offerto dalla Pasticceria Tovaglieri dei Tre Ponti.
Busto, monsignor Pagani a Palazzo Gilardoni: «Nessuno fugga dalla politica»
