Musica alta di notte a Busto, la protesta di via Foscolo: «Il sindaco ci snobba»

BUSTO ARSIZIO – Si alza la voce. E non solo per superare il livello dei decibel che fanno tanto arrabbiare i residenti. Ma anche per chiedere interventi, soluzioni, compromessi che possano unire il diritto di riposare alla necessità – commerciale e sociale – di organizzare e promuovere eventi. Dopo la protesta dei cartelli che hanno tappezzato l’area del Museo Tessile a Busto Arsizio, anche i cittadini di via Foscolo pretendono che si ponga rimedio ai disagi che – soprattutto d’estate, ma non solo – interferiscono con il quieto vivere. Da qui inizia Grazia Traverso, portavoce di un gruppo di residenti: «Le regole vanno seguite. Io, ovviamente, non posso fare quello che voglio in strada. Quindi è necessario che ci sia rispetto anche dall’altra parte, è imprescindibile. Sorprende che il sindaco (Emanuele Antonelli, ndr) sia poco interessato alle persone che si lamentano».

Gli esposti

Parla Traverso. Lo fa in scia alle azioni già portate avanti dal marito Maurizio Zanoni, che in passato si è munito di un fonometro («Si occupa di questi problemi») per effettuare una serie di rilevazioni del rumore: «Il livello risultava oltre il consentito», racconta ora la moglie. E aggiunge: «Abbiamo già fatti due esposti, uno l’anno scorso e uno ora». Sono tre le location al centro delle lamentele: il chiringuito del parco («Che da metà agosto, però, non è più attivo»), il palazzetto del pattinaggio a rotelle («Ma loro molto meno rispetto ad altri posti») e soprattutto la Terrazza Yucca, noto locale del centro.
Al secondo tentativo, quindi, è arrivata la replica dell’ente locale: «Hanno dato tempo tre giorni al locale per fare le rilevazioni. Ma poi non abbiamo saputo più nulla. E la settimana scorsa la musica si sentiva ad alto volume fino all’una e mezza di notte. Non ci sembra corretto».

«Si intervenga»

Prosegue Traverso: «Pare che il sindaco sia poco interessato alla gente che si lamenta. E lo trovo inaccettabile. Che siano soltanto 5, 10, 50 persone a chiedere soluzioni non fa differenza: si deve intervenire». Poi precisa: «Importante che si sappia che noi non vogliamo far chiudere le attività: giusto che ognuno faccia il proprio lavoro». Ma si chiede di arrivare a un compromesso: «D’estate si sente dal giovedì alla domenica, in questo periodo soprattutto il venerdì e il sabato: possiamo almeno sperare che a mezzanotte si spenga la musica, come avviene in tanti altri posti». Un metodo che «garantirebbe il divertimento ai giovani e permetterebbe ai residenti di riposare la notte». Conclude: «Il Comune conosce perfettamente la situazione. Ma finora le soluzioni non sono arrivate».

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