Busto, rimpasto di giunta al palo: Antonelli dà la colpa a Cassani. È guerra

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Andrea Cassani e Emanuele Antonelli: non c'eravamo mai amati

BUSTO ARSIZIO – La colpa del pasticcio politico per il rimpasto di giunta a Busto Arsizio? Del segretario provinciale della Lega e sindaco di Gallarate, Andrea Cassani: “Non sa gestire la partita”. Va giù con la scure Emanuele Antonelli, primo cittadino bustocco di Fratelli d’Italia che, alla Prealpina, rilascia dichiarazioni di fuoco contro il suo collega. In questo modo chiamandosi fuori dalle lungaggini di trattative che, nel centrodestra di Busto, vanno avanti da mesi senza esito e senza che lui, Antonelli, abbia sinora dato l’impressione di calarsi a fondo nella vicenda.

Ora ecco l’intemerata che ributta la palla nel perimetro leghista. Rea, la Lega, di voler mantenere nell’esecutivo i tre attuali assessori e di non cederne uno ai meloniani, come da loro precisa richiesta e come, sempre secondo il loro parere, servirebbe per riequilibrare i rapporti di forza tra i gruppi del consiglio comunale. “Sono sorpreso e deluso dal suo comportamento – afferma Antonelli all’indirizzo di Cassani –  perché ha dimostrato di avere la memoria corta. E allora gliela rinfresco io”.  Spiegazione: in un precedente colloquio tra i due, il leghista avrebbe detto “di essere positivamente stupito di quanto la Lega era riuscita a ottenere a Busto: tre assessori compreso il vicesindaco, più presidenti nelle partecipate. Adesso la retromarcia per compiacere i suoi”. Poi la fucilata: “Dal momento che ha passato la palla al regionale, per quanto mi riguarda Cassani non parla più come segretario provinciale della Lega, ma semplicemente come sindaco di Gallarate. E allora grazie, ma non ho bisogno dei suoi consigli”.

Che sia guerra (politica) non c’è bisogno di sottolinearlo. Tanto più che, nella stessa intervista, Antonelli accusa sempre Cassani di aver fatto inciuci con il Partito democratico per le nomine ai vertici di Alfa e, in definitiva, di non tenere un comportamento corretto.

Sul tema specifico del rimpasto, Emanuele Antonelli sostiene che la questione non ha penalizzato l’operatività amministrativa, e che l’affollamento di candidati per diventare assessori è positiva: “Se qualcuno desidera lavorare per la città da una posizione ‘più in vista’, la reputo un’esigenza positiva”. Affermando infine che non sa dire quanto tempo ci vorrà per chiudere le trattative “ora nella mani delle segreterie regionali”, il sindaco, riferendosi agli assessori, chiosa: “Dopo di che tutti sanno che, oltre all’ambizione, pretendo lavoro, applicazione e studio. In caso contrario, tutti sanno che, come li nomino, li posso cacciare. Sto valutando”. Insomma, ce n’è per tutti, in perfetto stile antonelliano (“Da che pulpito”, commenta qualcuno). Tattica giusta per ricondurre la Lega e Cassani a più miti consigli? E’ così che si ricompatta il centrodestra? Noi una risposta l’avremmo. Nel frattempo prepariamo i popcorn.

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