Busto, sold out e largo ai giovani nel secondo Galà di Danza di Marco Palamone

di Alessandro Mammone

BUSTO ARSIZIO – Un altro sold out per il Galà Internazionale di Danza al teatro Sociale. Sabato 26 settembre torna un’occasione per assistere a una serata dedicata alla danza internazionale, ma anche per dare spazio ai giovani talenti del territorio. La seconda edizione, infatti, porta con sé una novità importante: prima del Galà vero e proprio sarà il momento dell’Opening Show, dedicato alle scuole di danza locali e agli allievi del Liceo Coreutico “Pina Bausch” di Busto Arsizio.

L’evento

Ideato da Marco Palamone, direttore artistico dell’iniziativa, e organizzato ufficialmente dalla scuola di danza Aretè, con il sostegno dell’amministrazione comunale di Busto Arsizio, quello del 26 settembre sarà dunque un appuntamento che si arricchisce di nuove opportunità dedicate ai giovani danzatori e alle scuole di danza del territorio. La novità di questa edizione è infatti l’Opening Show, una vera e propria apertura di gala nella quale le scuole di danza del territorio, selezionate dal direttore artistico, saranno chiamate a esibirsi in un contesto professionale e a salire sul palcoscenico al fianco di artisti provenienti da importanti realtà internazionali.

Largo ai giovani

«L’Opening Show nasce dalla volontà delle direttrici di Aretè e mia di valorizzare ciò che già esiste sul territorio – spiega Marco Palamone – e di creare un ponte tra la formazione dei giovani danzatori e il mondo professionale». L’obiettivo è, dunque, quello di offrire ai giovani danzatori un’opportunità concreta per confrontarsi con la realtà della danza professionale, vivendo un’esperienza sul palcoscenico accanto ad artisti di livello internazionale. Il progetto, inoltre, assume una dimensione che va oltre la semplice esibizione. Grazie alla partnership con IntoDance, infatti, il Galà diventa anche un’occasione di formazione, orientamento e possibile accesso a nuovi percorsi internazionali. Per gli allievi coinvolti sono previste, inoltre, opportunità di selezione per prestigiose borse di studio in accademie e compagnie europee.

Il cast

Terminata l’apertura affidata alle scuole del territorio, spazio al Galà Internazionale, con ballerini professionisti provenienti da importanti realtà della danza internazionale. Gli ultimi nomi presentati sono quelli della britannica Fiona McGee, del cubano Adonis Corveas e degli ucraini Vladyslav Melnyk e Ganna Muromtseva. Si aggiungono ad un cast ricchissimo: Harris Bell e Sae Maeda dal Royal Ballet & Opera, Camilla Cerulli e Darius Gramada dal Teatro alla Scala, Jorge Barani dall’Opera Națională București, Edward Nunes dalla Staatsoper Hannover, Filippo Pagani, Alizée Sicree e Andrea Marino dallo Staatsballett Berlin, Mattia Santini dal Det Kongelige Teater, Giulia Neri dal Teatro Massimo, Giordano Bozza ed Emilie Menezes de Siqueira dal Theater Altenburg Gera, Alberto Cerrato dal Ballett Kiel, Sofia Borgo e Stefano Neri dal Theater Plauen-Zwickau, Liam Meier dal Dresden Frankfurt Dance Company, i freelance Rigo Suarez e Kristina Žaidner, Mihael Belilov e Lisa Pavlov dal Berlin Ballet Company.

Lo spettacolo

Il programma proporrà un repertorio che attraversa danza classica, neoclassica e contemporanea, mantenendo al centro quella dimensione internazionale che aveva caratterizzato già la prima edizione. La serata avrà anche un risvolto sociale. Dopo aver affrontato il tema del bullismo nella prima edizione, quest’anno il Galà sarà dedicato alla sensibilizzazione sui disturbi del comportamento alimentare.

L’aspetto educativo e sociale

A sostenere l’iniziativa sarà l’associazione Ananke, impegnata nel supporto alle persone che affrontano queste problematiche e alle loro famiglie. Una scelta che assume un significato particolare proprio nel mondo della danza, dove il rapporto con il corpo e il benessere dei giovani rappresentano aspetti importanti del percorso di formazione. «Crediamo fortemente che la danza non sia soltanto spettacolo, ma anche cultura, formazione, educazione e opportunità», dichiarano Elisabetta Seratoni e Barbara Zocchi di Aretè, sottolineando il valore del progetto per il territorio.

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