BUSTO ARSIZIO – Nelle ore in cui si cerca di mettere un punto alla pantomima sul futuro societario della Pro Patria, è notizia che la Digos stia indagando sulle durissime contestazioni – in cui si è visto volare anche qualche colpo – che i tifosi biancoblù hanno riservato a Giancarlo Travagin. In questo modo, quindi, si cerca di individuare i responsabili che lo scorso 3 luglio hanno aggredito, non solo verbalmente, il maggiore azionista della squadra di Busto Arsizio, che aveva appena acquistato il 51% delle quote societarie.
Il caso Travagin
Sono gli sviluppi di un clima infuocato – e avvelenato – che ultimamente si respira allo Speroni. E mentre si cerca di trovare una soluzione su quel che sarà da un punto di vista societario in via Ca’ Bianca, interviene direttamente la Digos per capire chi sia stato a portare Travagin alla fuga. Lo scorso 3 luglio, infatti, il dirigente è stato accolto – intorno all’ora di pranzo – da un gruppo di tifosi fortemente in contrasto con il nuovo assetto societario. Tra cori, insulti, qualche colpo sulla macchina. Fino ad arrivare anche alle mani. Travagin è stato quindi costretto ad allontanarsi e chiedere l’intervento delle forze dell’ordine. Successivamente, il dirigente aveva presentato denuncia all’autorità giudiziaria, dopo essere stato curato al Pronto soccorso dell’ospedale cittadino.
Pro Patria, alta tensione allo “Speroni”: dura contestazione a Travagin
