Inclusione e riscatto a Busto Garolfo con il chiosco della Valle di Ezechiele

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BUSTO GAROLFO – Lo hanno chiamato “Fuori legge”: è il chiosco all’interno del Parco Falcone Borsellino del comune di Busto Garolfo (nella foto) cui ha dato nuova vita la cooperativa sociale La Valle di Ezechiele. «Fuori legge – spiegano dalla cooperativa fondata dal cappellano della Casa circondariale di Busto Arsizio don David Maria Riboldi – come il sistema di criminalità organizzata che Falcone e Borsellino, ai quali è intitolato il parco, hanno svelato; come i nostri galeotti, che vogliamo portare così dentro le regole del vivere civile; come il carcere oggi in Italia, che l’arcivescovo Delpini non ha esitato a definire “un fallimento” nella prefazione al libro “Fuori legge” dell’ex cappellano Roberto Mozzi».

L’iniziativa, attivata lo scorso 14 luglio, è stata dell’amministrazione comunale, mossa dalla volontà di conferire un ruolo sociale a una struttura così vicina alla sede dell’ente pubblico. «Ringraziamo il sindaco Giovanni Rigiroli, gli assessori e i tecnici della “macchina comunale” – tengono a far sapere dalla cooperativa sociale – per questo passo coraggioso, che premia le finalità inclusive della Valle di Ezechiele dandoci in mano il locale senza alcun canone annuale. Hanno voluto fare di un luogo di tutti, un luogo veramente per tutti: anche per quanti sono oggi fra i più svantaggiati fra gli svantaggiati. Chi dà lavoro a una persona che esce dal carcere? Chi gli dà fiducia? Eppure solo così chi ne esce, ne esce davvero: come riferisce il CNEL, il 70% di chi esce dal carcere senza un lavoro vi rientra entro tre anni, mentre solo il 2% di chi ha svolto un lavoro nel tempo della pena rientra poi nei penitenziari. Noi ci crediamo, e l’amministrazione di Busto Garolfo pure».

Lavoro per rinascere dopo il carcere

Entrando nel chiosco – aperto tutti i giorni dalle 8.00 alle 22.00, dalla colazione alla cena – vi si trovano a lavorare persone diverse: qualcuno viene dal mondo carcere, qualcuno no. «Far funzionare un bar-ristorante chiede competenze e capacità. Invitiamo tutti a venirci a trovare, a gustare i sapori di libertà che i nostri piatti sprigioneranno. E soprattutto a provare la Prison Beer: il primo birrificio diffuso che diffonde cultura d’inclusione. Mettiamo persone dal carcere al lavoro in birrifici diversi e con loro produciamo le nostre birre, che portano i nomi di chi hanno salvato: Antonio, Johnny e… Prevost».

L’inaugurazione ufficiale sarà domenica 13 settembre dopo la Santa Messa delle ore 11.15, in cui don David interverrà per rendere la comunità cristiana partecipe della voglia di rinascita che “Fuori legge” vuol generare sul territorio. «Ringraziamo una volta di più l’amministrazione comunale e il parroco don Giovanni Patella, che terranno a battesimo questa nuova avventura de La Valle di Ezechiele». Nata nel 2019 per dare lavoro a persone del carcere di Busto Arsizio, la cooperativa è alla seconda avventura nella ristorazione dopo il prison pub “Da Mario” a Fagnano Olona. L’idea alla base è che i bar sono luoghi di incontro e di inclusione: un front-office che è sempre una sfida, meritevole d’impegno per tutti.

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