Calcio, la serie A dei vecchietti

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Luka Modric e Ivan Perisic

Serie A-nziana. L’Inter che cerca di riprendersi Ivan Perisic, 37 anni il 2 febbraio, è l’ennesimo segnale che il nostro campionato di calcio sembra sempre più un torneo di stelle… cadenti. Quasi di vecchie glorie, calciatori dal curriculum grandioso ma ormai in declino. Categoria che può anche avere un fascino, però legato alla nostalgia, ai bei ricordi passati, e non al presente, allo spettacolo, alle prestazioni. Insomma, al calcio moderno. Quello della Premier League che ha sempre più appassionati. 

Perisic sarebbe, i nerazzurri hanno l’ok del giocatore ma non ancora l’accordo con la sua squadra di club, il Psv, l’ennesimo “colpo” vintage. Non di una squadra in disarmo, ma che è in testa al campionato che punta a vincere. Il rinforzo per andare a caccia dello scudetto e magari di un lungo cammino in Champions. Il rinforzo per sopperire all’assenza di Denzel Dumfries e che significa bocciatura per Luis “Gigi” Henrique, 24 anni appena compiuti e che in Francia sembrava un talento vero. Vero che in stagione Perisic non ha perso neppure una partita per infortunio, ma di certo non ha più lo smalto dei momenti d’oro. Tra l’altro il croato è un’ala sinistra, mentre l’Inter il buco l’ha a destra. Sarà la famosa linea verde di Oaktree? Mah. 

La lista dei giocatori arrivati, o tornati in Italia, sarebbe esaltante se fossimo nel 2016. Peccato che siamo dieci anni dopo. Nella lista ci sono Luka Modric, un fuoriclasse, il gran colpo del mercato estivo, ma che di anni ne ha 40. Però, anche grazie al fatto che il Milan non gioca le coppe, con la sua classe immensa e la gestione e ritmi lenti fa la differenza: 20 presenze, nessun infortunio. Gioca praticamente sempre. Soprattutto garantisce grande equilibrio alla squadra di Allegri. Colpo andato a segno. 

Il Napoli ha puntato su un altro giocatore eccezionale, il belga Kevin De Bruyne, 34 anni. Si è rotto a ottobre e non torna, da vedere in che condizione dopo l’intervento di sutura al bicipite femorale destro, prima di aprile. Stagione persa. Ciro Immobile è stato scelto per dare sostanza alle ambizioni del Bologna: 36 anni il 20 febbraio, 5 partite giocate, 12 saltate per infortunio, 0 gol.  

E la Cremonese? Ha preso Jamie Vardy, 39 anni. L’inglese ha preso casa a Salò, uno dei posti più belli del Nord Italia, ma non è venuto da noi per godersi la vecchiaia sportiva: 17 partite, 5 gol e un assist. Forse una buona carta per puntare alla salvezza, obiettivo logico dei grigiorossi. 

La Fiorentina che in estate sembrava volare alto, e che invece dovrà buttare lacrime e sangue per non retrocedere, si era fidata di Edin Dzeko, 40 anni tra due mesi. Per lui 11 partite, nessun gol e ora firma con i tedeschi dello Schalke 04. Auguri. 

Il Pisa per tentare di arrivare a un’improbabile salvezza aveva puntato sul colombiano Juan Cuadrado, 37 anni: sparito da metà novembre dopo avere giocato 321 minuti. Più che una scommessa persa, un errore facilmente prevedibile. 

Resta il fatto che, tra i cinque campionati top in Europa il Napoli è la squadra più vecchia: 29,56 l’età media della rosa. E chissà se è un caso che la squadra di Conte sia stata falcidiata dagli infortuni o se, invece, i giocatori non siano logori. Fatto sta che il Napoli rischia di essere eliminata in Champions e arrivare tra le prime quattro in campionato non sarà facile. Ne sapremo di più dopo la sfida di domenica a Torino contro la Juventus. 

Secondo un recente studio del Cies, tra le squadre più vecchie, dietro i partenopei, ecco  Rayo Vallecano (29,50), Inter (29,35), Real Oviedo (28,61) e Osasuna (28,57). 

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