Varese, la città del basket per tutti. E a Casbeno non rubano più i palloni

campetto Casbeno basket per tutti

VARESEVarese sempre più “Città Cestino” per citare l’azzeccato neologismo del nostro Massimo Lodi. E del basket per tutti. Ce lo racconta la storia del campetto di Casbeno, tempio della pallacanestro all’aperto. Tutti è incominciato da una felice intuizione di Renato Vagaggini, responsabile del basket Uisp Varese, che insieme alla moglie ha incominciato a portare i palloni dismessi per essere utilizzati dai ragazzi. Inizio sconfortante. Tutti rubati. Ma qualcosa è cambiato. Adesso non solo non rubano più le palle a spicchi, ma ne portano sempre di nuove. E il quartiere si è mobilitato per rendere il campetto un gioiellino.

Pallone dopo pallone

Tutto nasce da una intuizione dei coniugi Vagaggini, che abitano di fianco al campetto. “Portiamo una sacca con 5 palloni dismessi dal Basket Montello e lasciamoli a disposizione dei ragazzi” si dicono. In un amen la voce si diffonde. Il risultato? Tutti rubati. Sacca compresa. Ma Renato Vagaggini è uno di quelli tosti e non si arrende. E rilancia. Porta altri palloni. Nasce un passaparola tra le società varesine, circuito Uisp compreso. Arrivano al campetto di Casbeno sempre più palle a spicchi. I vandali non le rubano più. Anzi. Qualcuno ogni giorno suona alla porta di Vagaggini per regalargli un pallone. Che regolarmente viene messo nella retina dietro al canestro. Senza custodia, sulla fiducia, a disposizione di chi va a giocare. Pian piano i palloni quadruplicano e diventano oltre 20.

Solidarietà diffusa e orizzontale. In nome del basket

A mobilitarsi è l’intero quartiere, che si prende cura del campetto di Casbeno. La signora che al mattino, mentre porta a spasso il cane, aiuta a riporre i palloni dispersi nell’apposita sacca. L’artigiano che fabbrica il cartello “non portare via i palloni, rimettili nella retina”. Chi si occupa della manutenzione. Renato Vagaggini che gonfia i palloni sgonfi. E così via. Per la gioia dei bambini, che al mattino, quando c’è scuola, fanno due tiri insieme ai genitori prima della campanella. Un esempio di solidarietà diffusa e orizzontale. In nome del basket. In nome di quel romanticismo che, in fondo, può avere solo Varese, la “Città Cestino”.

Un pallone in ogni campetto

E Vagaggini subito rilancia. Perché non ricreiamo la magia di Casbeno in tutti i playground di Varese? Al Campus, a Giubiano, ai Giardini Estensi. Un pallone, anzi più palloni, che rimbalzano in ogni campetto. Un altro modo per celebrare gli 80 anni della Pallacanestro Varese e l’amore della città per il basket. Che non è solo quello dei campioni della Serie A. Ma è anche dare a tutti la possibilità di fare quattro tiri in libertà.

Gli 80 anni della Pallacanestro Varese, cuore e anima di una città

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