«Idee e persone per il welfare del futuro». A Cairate “La Lombardia che vorrei” fa rete

Cariate la lombardia che vorrei

di Giorgio Cappellini

CAIRATE – La sostenibilità sociale come nuova sfida per la Lombardia, capace di mettere in rete istituzioni, sanità, scuola, sport, università e associazionismo per costruire comunità più coese e resilienti. È questo il filo conduttore dell’incontro ospitato al monastero di Cairate, promosso dall’associazione La Lombardia che vorrei, fondata su iniziativa del consigliere regionale Emanuele Monti, che ha riunito amministratori, professionisti ed esponenti del mondo accademico e del Terzo settore in un confronto dedicato alle prospettive del welfare e della salute. In una frase, «Mettere insieme le realtà che rendono grande la Lombardia». 

I protagonisti 

Ad aprire l’evento è stato il presidente dell’associazione, Davide Antognoli, che ha ricondotto l’iniziativa all’idea originaria di Monti: creare uno spazio di confronto tra chi opera quotidianamente sul territorio.
Per il consigliere regionale, la sostenibilità sociale è «la grande sfida dei prossimi anni»: la crescita economica e della comunità, ha spiegato, portano con sé nuove fragilità e una minore coesione sociale, aggravate dall’invecchiamento della popolazione e dal calo delle nuove generazioni. Da qui la necessità di investire su capitale umano e reti territoriali.
La presidente di Caos Adele Patrini ha indicato la salute come il punto di partenza delle nuove strategie di sostenibilità sociale, definendola una sfida «scientifica, etica e culturale». Due le direttrici individuate: investire nella comunità, favorendo il community building e il legame tra salute e benessere, e sviluppare modelli etici capaci di generare valori misurabili, con effetti concreti sull’economia, sulle comunità e sulle politiche pubbliche. Sul fronte sportivo, Ennio Marchesin, membro della giunta del Coni Lombardia, ha evidenziato il ruolo educativo degli allenatori, chiamati non soltanto a formare gli atleti, ma anche a trasmettere i valori della sostenibilità, della sicurezza e dell’inclusione sociale.
Il provveditore agli studi provincia di Varese, Giuseppe Carcano, ha invece posto l’attenzione sul mondo della scuola, oggi molto diverso rispetto al passato. Se un tempo alcuni temi erano assenti, oggi gli istituti affrontano questioni come la sostenibilità economica e sociale con una visione più ampia e complessa. Allo stesso tempo, ha sottolineato la crescita di nuove dipendenze, in particolare quella dagli smartphone, proponendo l’introduzione della figura del case manager sociale, professionista capace di affrontare le fragilità mantenendo un forte collegamento con il territorio.
Per Romualdo Grande, direttore SC Promosalute e prevenzione fattori di rischio comportamentali ATS Insubria, il principale costo del sistema sanitario è rappresentato dalle malattie croniche non trasmissibili, contrastabili soprattutto attraverso la prevenzione e la promozione della salute. «Il promotore della salute accompagna il cittadino per preservarne il benessere, mentre il preventore interviene come un meccanico che individua e corregge i problemi prima che diventino più gravi», ha spiegato, rivendicando il ruolo della Lombardia come unica regione ad aver investito in modo strutturato sia nella prevenzione sia nella promozione della salute.
Camilla Callegari, delegata dalla rettrice dell’Insubria per la disabilità e il benessere psicologico, ha affrontato il tema del benessere psicologico degli studenti, spiegando come l’università costruisca i propri percorsi formativi partendo dall’analisi dei loro bisogni. Comprendere le esigenze delle nuove generazioni, ha osservato, significa anche immaginare i futuri modelli di sostenibilità sociale.
Il dietista ASST Sette Laghi Nicholas Chiari ha richiamato il legame tra alimentazione, prevenzione e aumento delle patologie croniche. Se il cibo rappresenta uno strumento di salute, ha osservato, oggi questo ruolo si sta progressivamente indebolendo, soprattutto tra i più giovani, sempre più orientati verso il consumo di alimenti ultra-processati.
Lo psicologo Luca Bernardelli, membro del Consiglio Nazionale dell’ordine degli psicologi, ha invece concentrato l’attenzione sulla salute psicologica nell’epoca delle due grandi rivoluzioni rappresentate dagli smartphone e dall’intelligenza artificiale. Pur riconoscendo le opportunità offerte dalla tecnologia, ha evidenziato come social network e chatbot siano associati a un aumento di disturbi del sonno, problemi alimentari, ansia, depressione e isolamento sociale tra gli adolescenti. Per questo, ha invitato gli adulti a creare occasioni di incontro reale, favorendo esperienze sociali concrete rispetto a quelle esclusivamente virtuali. Sulla stessa linea si è collocato Guido Ranza, presidente di Somsart APS, realtà impegnata nel campo della salute mentale che gestisce un Centro Diurno con lo scopo di promuove il reinserimento sociale e la riabilitazione attraverso l’arte, la musicoterapia, il teatro e la danza, lavorando in rete con banche, famiglie, istituzioni e professionisti sanitari.
A chiudere gli interventi è stato Giuseppe Rosafio, vicepresidente ciechi e ipovedenti sportivi varesini, che ha raccontato la propria esperienza nel baseball, disciplina che gli ha permesso di arrivare fino alla convocazione nella Nazionale italiana. «Le opportunità sono come un seme che diventa un albero, sotto il quale altre persone possono trovare riparo», ha affermato, spiegando come lo sport possa rappresentare uno strumento di inclusione e crescita collettiva. «Questa è la Lombardia che vorrei», ha concluso.

Forum e portale 

L’iniziativa ha riportato sul territorio i temi affrontati durante il Forum della Sostenibilità Sociale svoltosi nelle scorse settimane in Regione Lombardia, favorendo un confronto tra istituzioni, professionisti, sanità, scuola, università, sport e terzo settore con l’obiettivo di costruire nuove progettualità per il welfare lombardo.
«Abbiamo voluto trasformare il confronto avviato in Regione in un momento concreto di ascolto e partecipazione. La sostenibilità sociale non riguarda un singolo ambito, ma nasce dalla capacità di fare rete e mettere insieme esperienze differenti. Solo così possiamo costruire una Lombardia ancora più forte, inclusiva e vicina alle persone», sottolinea Monti.
Nel corso della serata è stato inoltre presentato il nuovo portale www.lombardiachevorrei.it, illustrato dal presidente dell’associazione Davide Antognoli e dal responsabile del board scientifico Roberto Bettin. La piattaforma nasce con l’obiettivo di mettere in rete associazioni del terzo settore, imprese, istituzioni, enti, professionisti e cittadini, favorendo la nascita di nuove collaborazioni e valorizzando le migliori esperienze presenti sul territorio.

Tanta Varese al Forum della sostenibilità sociale di Regione Lombardia

Cariate la lombardia che vorrei – MALPENSA24

 

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