Sei artisti internazionali celebrano la carta alla Fondazione Morandini di Varese

carta fondazione morandini varese
Alcune delle opere in mostra e un momento dell'inaugurazione con gli artisti e il maestro Morandini

VARESE – Si chiama “C’è carta e carta” la nuova mostra temporanea della Fondazione Marcello Morandini. Inaugurata lo scorso weekend, sarà visitabile fino al 28 settembre 2025. L’esposizione è in collaborazione e con la curatela della gallerista Renate Bender di Monaco e del critico d’arte Marco Meneguzzo di Milano.

Sei artisti internazionali

La carta, materiale tanto comune quanto straordinario, è fragile e leggera, ma carica di memoria. Su di essa si trasmettono segni, pensieri e forme che diventano espressioni di una trasformazione continua. La mostra nasce dall’idea di esplorare le potenzialità artistiche della carta, mettendo in dialogo sei artisti internazionali che ne esaltano le qualità tattili, cromatiche e strutturali, utilizzando stratificazioni, incisioni e rilievi, oltre che mezzi artistici come il disegno, l’inchiostro e la grafite. Si parte da Helmut Dirnaichner (Germania, 1942) che lavora con materiali come cellulosa, terre, pietre e minerali, tra cui l’azzurrite, la malachite e il lapislazzuli, che gli forniscono una tavolozza di colori naturali. Le superfici risultanti creano effetti di profondità e variazioni cromatiche a seconda dell’illuminazione e della posizione dello spettatore. Franz Riedl (Austria, 1954) si concentra sulla carta non trattata, con l’intento di renderne visibili la sua forza e la sua superficie. Le sue opere giocano con gli opposti, alternando elementi positivi e negativi, e, tramite tagli e piegature, esplorano tanto la resistenza quanto la vulnerabilità del materiale. Colorare, modellare, tagliare e “spazializzare” sono i processi artistici che Reinhard Wöllmer (Germania, 1956) utilizza per creare i suoi oggetti di carta. Gli elementi sistematici sono sempre controbilanciati dall’enfasi sull’aspetto tattile. Gli oggetti rotondi di carta sono realizzati con cartapesta colorata.

Dal Giappone a Varese

Le composizioni geometriche dell’artista giapponese Rakuko Naito (Giappone, 1935), residente a New York, esplorano il rapporto tra pieno e vuoto, luce e ombra. L’artista si concentra sulle proprietà della carta, sia essa arrotolata, piegata, stropicciata, strappata, stratificata o leggermente bruciata. In mostra anche opere di Bruno Munari (Italia, 1907-1998): la carta è il materiale più usato dall’artista e designer scomparso quasi trent’anni fa. Per lui diventa uno strumento, cioè una parte attiva della creazione. Infine la sala espositiva dedicata a Grazia Varisco (Italia, 1937), dedicata al ciclo delle “Extra-pagine”, realizzato a partire dai primi anni Settanta e proseguito con opere più recenti come le due “Covid” esposte in fondazione. Alla mostra si affianca un focus dedicato al fotografo varesino Alberto Bortoluzzi, che fino a metà luglio presenterà una serie di scatti esplorando la relazione tra origami, geometrie e natura. In seguito, l’installazione site-specific dell’artista turco Şakir Gökçebağ, prevista tra metà luglio e il 28 settembre, arricchirà l’esperienza espositiva sul tema della carta.

Alla Fondazione Morandini di Varese l’arte finanzia progetti culturali e sociali

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